16.000Lettori online ora
Sport 2 min di lettura3 ore fa

Rooney contro Tevez: la frase sugli allenamenti scuote il ricordo United

L’ex attaccante inglese ha raccontato il rapporto con Carlos Tevez e il clima di competizione che spinse il Manchester United a restare ai vertici.

Carlos Tevez, in partita, era disposto a tutto pur di aiutare il Manchester United. In allenamento, invece, Wayne Rooney lo considerava il peggior compagno mai avuto: un giudizio durissimo, riemerso nel racconto dell’ex capitano inglese, oggi allenatore.

Parlando con Dimitar Berbatov nel podcast «Stick to United», Rooney ha ricordato quanto fossero differenti i rispettivi approcci al lavoro quotidiano. «In allenamento era una vergogna, il peggiore che abbia mai visto. Però in partita dava tutto e questo bastava», ha detto riferendosi all’attaccante argentino.


Tevez era un rivale, non un estraneo

La severità del giudizio non cancella il legame costruito negli anni a Old Trafford. Tra Rooney e Tevez esisteva una competizione diretta per conquistare un posto nell’attacco, ma i due riuscivano comunque a frequentarsi anche lontano dal campo.

La conoscenza dell’inglese da parte dell’argentino era limitata e Berbatov, secondo Rooney, tendeva a parlare poco. Nonostante queste difficoltà, l’ex capitano andava a prendere Tevez a casa e durante gli spostamenti legati alle partite di Champions League i due riuscivano a conversare. Rooney ha spiegato inoltre di aver avuto con Cristiano Ronaldo il rapporto più spontaneo, soprattutto per le battute e le attività condivise, ma ha sottolineato che ogni attaccante doveva conoscere qualità e limiti dei propri compagni.


Lo United non smetteva di rinforzarsi

Tevez era arrivato a Manchester nel 2007, dopo aver contribuito alla salvezza del West Ham. Con Rooney, Cristiano Ronaldo e Berbatov avrebbe formato uno dei reparti offensivi più celebri dell’epoca, anche se Berbatov si sarebbe unito al gruppo soltanto nel 2008.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Durante il biennio allo United, Tevez partecipò alla conquista di sei trofei, compresi due campionati e la Champions League del 2008. Il suo ricordo a Manchester rimase però diviso dopo il trasferimento ai rivali del Manchester City, passaggio che rese più controversa la sua eredità in maglia rossa.

Rooney ha collegato quell’esperienza alla mentalità di Sir Alex Ferguson. Anche dopo una stagione coronata dalla vittoria del campionato inglese e della Champions League, l’allenatore decise di aggiungere Berbatov per aumentare ulteriormente la qualità della rosa. Secondo Rooney, proprio questa ricerca costante di miglioramento impediva ai giocatori di sentirsi appagati.

L’ex attaccante ha osservato che una squadra già vincente deve continuare a inserire elementi di valore, altrimenti nello spogliatoio può affiorare il dubbio sulle ambizioni future. Ha indicato Ryan Giggs e Paul Scholes come esempi di calciatori capaci di mantenersi ai massimi livelli anche vedendo cambiare continuamente i compagni: la concorrenza, a suo giudizio, li spingeva a dare il meglio.

Oggi Rooney e Tevez hanno chiuso da tempo le rispettive carriere da giocatori e hanno intrapreso quella di allenatori. Le loro strade si sono separate, ma il racconto di Rooney restituisce ancora l’immagine di uno spogliatoio esigente, costruito da Ferguson sulla competizione quotidiana e sulla necessità di migliorare anche dopo le vittorie più importanti.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere