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Sport 3 min di lettura1 ora fa

Ronaldo non chiude alla Nazionale: il caso Jesus resta aperto

Dopo l’addio al ritiro, il capitano portoghese accusa il commissario tecnico di aver disatteso un accordo, mentre l’allenatore mantiene il silenzio sulla vicenda.

Jorge Jesus non ha alimentato lo scontro dopo il lungo messaggio pubblicato da Cristiano Ronaldo. «Ho letto il comunicato e ora, come faccio ogni giorno, vado alla Federazione per lavorare e pensare alla squadra e alla nazionale portoghese. Non ho altro da aggiungere», ha dichiarato alla stampa portoghese nella mattinata di mercoledì 7 ottobre.

La replica lascia aperta la possibilità di ricucire il rapporto, anche attraverso il coinvolgimento della Federazione. Ronaldo, infatti, non considera conclusa la propria esperienza con il Portogallo: ha ammesso che in futuro potrebbe disputare una o più gare d’addio, ma ha chiarito di voler rientrare soprattutto per giocare partite ufficiali e puntare alla vittoria.


CR7 aspetta una nuova convocazione

Il fuoriclasse ha legato l’eventuale ritorno alle condizioni fisiche, al rendimento con il suo club e alla conclusione della squalifica che potrebbe essergli inflitta. Nel suo messaggio ha ricordato di essere rimasto con la selezione anche dopo aver appreso della morte del padre, scegliendo di giocare la partita del giorno successivo: un gesto che, secondo il suo racconto, non avrebbe compiuto per nessuna squadra di club.

«Se starò bene fisicamente, giocherò per il mio club e segnerò i gol che spero, dopo aver scontato la squalifica che potrebbe essermi applicata, sarò disponibile, come lo sono sempre stato, per competere e vincere con la nostra nazionale», ha scritto Ronaldo. Il capitano ha inoltre promesso ai tifosi portoghesi che il momento del congedo arriverà, ma non sarebbe ancora questa la sua priorità.


L’accusa al commissario tecnico

Il punto di rottura risale alla partita contro la Norvegia del 27 settembre. Ronaldo sostiene che Jesus gli avesse prospettato un impiego di almeno mezz’ora; convocato a bordo campo per il riscaldamento durante l’intervallo, il portoghese non sarebbe però entrato in campo. Per il giocatore, quella decisione ha cancellato un’intesa concordata in precedenza.

Dopo quell’episodio, Ronaldo decise di non partecipare all’allenamento del 29 settembre. La situazione rese necessario l’intervento del presidente federale Pedro Proenca e si concluse con la partenza del calciatore verso l’Arabia Saudita il 30 settembre. Nel comunicato, l’attaccante ha riconosciuto che la Federazione dovrà valutare il suo comportamento e applicare una sanzione, senza tenere conto del suo status.

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Un rapporto nato tra fiducia e dubbi

Ronaldo ha ricostruito anche i mesi precedenti. Dopo i Mondiali del 2026, il presidente della Federazione gli avrebbe chiesto di rinunciare al ritiro dalla nazionale; in seguito, il giocatore avrebbe espresso un giudizio positivo sulla scelta di Jesus come nuovo commissario tecnico. Per questo, ha spiegato, accolse con soddisfazione la nomina dell’allenatore.

Il primo incontro tra i due si svolse alla Ciudade do Futebol, mentre la squadra del portoghese era impegnata nella preparazione estiva. Jesus avrebbe illustrato un piano con la presenza di Ronaldo nella prima e nell’ultima partita della Lega delle Nazioni, prevedendo una gestione attenta dei suoi minuti. Tra le ipotesi c’era anche quella di lasciarlo in Portogallo per le trasferte in Norvegia e Danimarca, ma il capitano rifiutò l’idea perché la considerava incompatibile con il suo ruolo.


Dalla vittoria alla rottura

In un successivo colloquio organizzato a Lisbona, al quale partecipò anche Simao Coutinho, direttore sportivo dell’Al Nassr, l’accordo sarebbe stato confermato. Ronaldo giocò quindi all’Alvalade e accettò la sostituzione senza protestare, consegnando personalmente la fascia a Bruno Fernandes dopo essere uscito dal campo.

La situazione cambiò prima della sfida in Norvegia. Durante il pranzo, un collaboratore dello staff gli riferì che Jesus voleva parlargli; il tecnico gli domandò se fosse in grado di disputare 30 minuti. Ronaldo, pur avendo programmato il rientro per la gara del 4 al Do Dragao e concentrato sul recupero fisico, accettò la richiesta. Dopo il mancato ingresso, ritenne però compromessa la sua permanenza nel gruppo e scelse di lasciare il ritiro.

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