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Sport 2 min di lettura2 giorni fa

Ronaldo, il prezzo dell’Arabia: l’ultimo tramonto può attendere

Il capitolo arabo della carriera di Cristiano Ronaldo ha già una scadenza: il contratto con Al Nassr, valido fino al prossimo anno, gli garantisce 200 milioni a stagione.

Quando arriverà quel momento, potrebbe chiudersi un’epoca costruita su gol, record e trofei. Per ora, però, il fuoriclasse di Funchal non sembra intenzionato ad anticipare l’addio.


Il conto dell’esilio dorato

La scelta del campionato saudita gli ha assicurato una ricompensa economica senza precedenti, ma ha anche ridotto la sua presenza nel calcio europeo di vertice. È anche per questo che Ronaldo non è entrato, per il quarto anno consecutivo, tra i 30 candidati al Pallone d’Oro 2026.

A rendere il verdetto ancora più pesante c’è il ritorno nella lista di Lionel Messi, il rivale con cui ha alimentato per anni una delle rivalità più intense della storia del calcio. Ronaldo ha conquistato cinque volte il premio e l’esclusione si aggiunge ai segnali di un percorso ormai avviato verso la fase conclusiva.


Una panchina diventata un caso

La sua assenza per tutta la partita contro la Norvegia, vinta dal Portogallo in Nations League, ha riportato il tema al centro del dibattito. Un’esclusione completa dalla nazionale in una gara ufficiale non si verificava dagli Europei del 2008, quando l’avversaria era stata la Svizzera.

Al termine dell’incontro, il capitano portoghese ha lasciato il terreno di gioco senza unirsi ai festeggiamenti dei compagni. Jorge Jesus ha spiegato che la scelta non dipendeva da un problema fisico: «La partita aveva preso una certa piega e bisognava fare delle scelte». La decisione del commissario tecnico ha così riacceso le discussioni sul ruolo dell’attaccante nella squadra.

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L’età non spegne l’ambizione

Ronaldo si avvicina al 42° compleanno, ma continua a presentarsi in condizioni atletiche eccellenti. Alla preparazione meticolosa e alla dieta, organizzata in sei piccoli pasti quotidiani, affianca anche la passione per il padel. Sono abitudini che gli consentono di mantenere una forma notevole a 24 anni dal debutto con la maglia portoghese.

Dopo l’ultimo Mondiale, il sesto disputato da lui, aveva ammesso di aver valutato il ritiro dalla nazionale. In seguito ha scelto di continuare, ritenendo di poter essere ancora utile al Portogallo. A spingerlo resta anche un obiettivo personale preciso: arrivare a 1.000 gol in carriera, un traguardo per il quale deve ancora realizzare 21 reti.


Ogni esclusione scatena polemiche

Le rinunce o le panchine, anche quando temporanee, vengono vissute da Ronaldo con evidente frustrazione e diventano rapidamente materia di confronto. Nel corso degli anni, diversi commissari tecnici hanno dovuto gestire la pressione legata al suo impiego, da Carlos Queiroz a Fernando Santos, passando per Paulo Bento.

Il dibattito si è fatto ancora più acceso dopo l’1-1 al Mondiale contro la Repubblica Democratica del Congo. In quell’occasione, alcuni critici lo avevano invitato a farsi da parte, sostenendo che ormai si limitasse a camminare in campo e pensasse soprattutto a segnare. Il suo futuro resta quindi sospeso tra la volontà di proseguire e i segnali di un tramonto che, almeno per ora, non ha ancora coinciso con l’addio.

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