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Sport 2 min di lettura43 min fa

Plusvalenze, il caso Juventus riapre il dubbio sulle regole

Le decisioni favorevoli a Udinese, Bologna e Sassuolo alimentano il confronto con la penalizzazione inflitta alla Juventus nel 2023.

La vicenda delle plusvalenze continua a mettere in discussione la chiarezza della giustizia sportiva italiana. L’assenza di conseguenze per alcuni club, contrapposta alla pesante penalizzazione subita dalla Juventus, riapre il tema dell’uniformità dei criteri utilizzati nei procedimenti.


Regole più chiare per i club

Per evitare nuove controversie sarebbe necessario rendere più comprensibili sia le norme sia i parametri contabili applicati alle operazioni di mercato. Le società dovrebbero poter conoscere in anticipo quali comportamenti siano considerati regolari e quali possano invece esporle a sanzioni.

Un sistema credibile dovrebbe garantire valutazioni coerenti anche quando i casi riguardano squadre diverse. Le differenze emerse finora mostrano quanto sia complesso stabilire il valore effettivo dei calciatori e giudicare le operazioni concluse tra i club.


Il confronto con gli altri procedimenti

Il caso più recente riguarda l’Udinese e le operazioni legate a Rolando Mandragora. Nel procedimento penale, i dirigenti sono stati assolti perché il fatto non era riconosciuto dalla legge come reato; per la società, invece, è stata esclusa l’esistenza stessa dell’illecito.

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Anche il Bologna viene indicato tra i club che non hanno ricevuto conseguenze analoghe, mentre l’indagine sul Sassuolo si è chiusa con un’archiviazione. Questi esiti hanno alimentato il confronto con la posizione della Juventus, senza però cancellare la diversità dei singoli procedimenti.


La penalizzazione della Juventus

Nel 2023 la Juventus ha ricevuto una pesante deduzione di punti in relazione al caso plusvalenze. La misura ha avuto effetti rilevanti sulla sua posizione in campionato e ha reso ancora più evidente la distanza rispetto agli sviluppi giudiziari che hanno coinvolto altre società.

Il diverso trattamento ha sollevato interrogativi sulla coerenza complessiva del sistema. Il punto centrale non riguarda soltanto la sanzione inflitta alla Juventus, ma anche la necessità di applicare criteri leggibili e omogenei a tutte le squadre chiamate a rispondere di operazioni simili.

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