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Sport 2 min di lettura3 ore fa

Roma, la scommessa Mora: Villas Boas vede un futuro da fuoriclasse

Il presidente del Porto spiega la cessione del talento classe 2008 e scommette sulla sua crescita nella Roma di Gasperini, elogiando anche Farioli e indicando le sfide del calcio portoghese.

Rodrigo Mora ha lasciato il Porto non perché mancassero estimatori, ma per una scelta legata soprattutto allo spazio disponibile in campo. Il giovane portoghese, acquistato dalla Roma in estate per 25 milioni di euro più bonus fino a un massimo di 50, aveva infatti il timore di non giocare abbastanza.

André Villas Boas, presidente del club lusitano, considera però la cessione un passaggio potenzialmente decisivo per la carriera del calciatore. Intervistato dal Corriere dello Sport, ha indicato nella guida di Gian Piero Gasperini uno degli elementi capaci di trasformare Mora in un fuoriclasse di livello mondiale.


Gasperini può farlo esplodere

Secondo Villas Boas, Mora possiede qualità tecniche fuori dal comune e ha già mostrato una personalità non abituale per un ragazzo della sua età. Il presidente del Porto ritiene che il lavoro tattico dell’allenatore della Roma possa completarne la maturazione e valorizzarne ulteriormente le caratteristiche.

«Era un idolo per i tifosi, un gioiello della nostra formazione, ma la forte concorrenza gli garantiva un minutaggio che lui giudicava insufficiente», ha spiegato Villas Boas parlando della decisione maturata dal calciatore. La Roma, ha aggiunto, è stata particolarmente determinata nel concludere l’operazione.

Il dirigente portoghese ha descritto Mora come uno dei talenti tecnicamente più interessanti in circolazione. A suo giudizio, il trasferimento può permettergli di trovare continuità, affrontare una nuova esperienza e costruire il percorso verso una carriera di vertice.


Farioli convince il Porto

Nella stessa intervista Villas Boas ha espresso soddisfazione per il lavoro di Farioli. L’allenatore, secondo il presidente, insiste sull’intensità, sulla pressione e sulla rapidità, spingendo i giocatori a superare i propri limiti.

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Il tecnico ha inoltre conquistato il consenso dei sostenitori perché la squadra affronta ogni partita con grande disponibilità al sacrificio. Villas Boas ha sottolineato proprio l’atteggiamento dei calciatori, capaci di onorare la maglia con uno spirito particolarmente apprezzato dal pubblico.


Diritti tv e riforme da completare

Lo sguardo del presidente si è poi allargato all’intero calcio portoghese. Nel 2028, ha ricordato, dovrebbe arrivare la centralizzazione dei diritti televisivi, una riforma considerata importante per ridurre gli squilibri tra i club e rafforzare il sistema.

Restano tuttavia diverse criticità infrastrutturali. Villas Boas ha citato la necessità di migliorare tecnologia, utilizzo del Var, numero di telecamere, formazione e fuorigioco semiautomatico, ambiti nei quali il campionato portoghese avrebbe ancora margini significativi di crescita.

Il presidente ha infine messo in discussione anche il formato della competizione, che prevede 18 squadre. A suo parere sono troppe per le attuali condizioni del torneo. La Francia, pur disponendo di società con maggiori risorse economiche, non sarebbe irraggiungibile: l’obiettivo indicato da Villas Boas è colmare il divario nell’arco di dieci anni.

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