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Sport 4 min di lettura3 ore fa

Roma, Gasperini vede l’Inter: la sfida passa da Malen

L’allenatore giallorosso racconta la svolta della squadra, elogia Dybala e Mancini, difende Romano e fissa l’obiettivo: avvicinarsi ai nerazzurri.

La Roma di Gian Piero Gasperini sta cercando una propria identità, con un’idea di calcio costruita sulla pressione e sulla volontà di recuperare il pallone invece di attendere l’avversario. Al Festival dello Sport, l’allenatore giallorosso ha ripercorso i primi mesi della sua esperienza nella Capitale, soffermandosi anche su Malen, Dybala, Mancini e sulla distanza dall’Inter.


Malen può cambiare l’attacco

L’arrivo di Malen non era previsto nei piani iniziali della Roma. Gasperini ha spiegato che l’attaccante è diventato un’opportunità improvvisa dopo la disponibilità dell’Aston Villa a cederlo per ragioni legate alle caratteristiche tattiche, non per una bocciatura tecnica. L’allenatore lo aveva già individuato come centravanti e considera la sua presenza vicino alla porta particolarmente pericolosa.

I primi numeri, ha ammesso, sono andati oltre le aspettative. Gasperini non si sorprenderebbe se Malen arrivasse a quota 30 gol e, rivolgendosi direttamente al giocatore, gli ha ricordato che in passato Gonzalo Higuain ha raggiunto quota 36: «Se arrivi a 30 sono contento». Un riferimento che racconta anche l’ambizione riposta nel nuovo attaccante.


Roma, la distanza dall’Inter si riduce

Il tecnico non vuole però spostare l’attenzione sui rivali. La priorità resta il percorso della Roma, anche se il rendimento dell’Inter viene riconosciuto come il principale punto di riferimento del campionato. «Abbiamo la sensazione di esserci avvicinati», ha detto Gasperini, sottolineando che questa percezione rappresenta già una gratificazione per il lavoro svolto.

Il confronto con le grandi del torneo, secondo l’allenatore, può cambiare a seconda del periodo e dell’avversario. In passato il bersaglio da inseguire era la Juventus, mentre oggi l’Inter è considerata da molti la formazione più forte: la Roma, tuttavia, deve concentrarsi soprattutto sui propri progressi.


Una squadra costruita dalle fondamenta

Quando è arrivato nella Capitale, Gasperini ha trovato un gruppo preparato e curioso di misurarsi con metodi nuovi. Il suo obiettivo non era riproporre il passato, ma introdurre principi riconoscibili e basi diverse, chiedendo ai giocatori di assumere l’iniziativa già nella fase di non possesso.

La difesa è diventata il punto di partenza del progetto. Hermoso ha portato esperienza maturata all’Atletico Madrid e unisce qualità tecnica e intensità agonistica; insieme a Svilar e N’Dicka, secondo Gasperini, ha formato un reparto solido. Anche Mancini ha ricevuto un riconoscimento importante: l’allenatore lo conosceva dai tempi dell’Atalanta e lo ha aiutato a correggere quegli atteggiamenti che in passato lo rendevano poco apprezzato dagli avversari.

La stagione disputata dal difensore ha modificato il giudizio attorno a lui. I gol decisivi e il ritorno in Nazionale hanno riportato in primo piano le sue doti calcistiche, oltre alla personalità che lo ha sempre contraddistinto.

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Dybala ritrova continuità

Tra i temi affrontati c’è stato anche il rilancio di Paulo Dybala. Gasperini ha descritto un giocatore ancora animato da entusiasmo e desiderio di competere, capace di chiudere gli allenamenti tra i più brillanti anche sul piano fisico. Per il tecnico, il lavoro quotidiano è una componente essenziale della preparazione e non deve essere vissuto soltanto come un peso.

In passato l’argentino è stato condizionato da diversi problemi, alcuni dei quali arrivati in momenti di gioco specifici: durante una punizione contro il Torino e dopo un rigore con il Milan. Quelle difficoltà hanno inciso sulla sua capacità di calciare come faceva in precedenza, ma il recupero è in corso e Gasperini è convinto che Dybala possa tornare ai suoi livelli migliori.


Cristante e il caso Romano

Anche Bryan Cristante è stato valorizzato dall’allenatore, che lo considera un calciatore duttile e capace di interpretare ruoli diversi, compreso quello di trequartista. Gasperini distingue tra chi può stare in campo e chi possiede una comprensione più profonda del gioco: a suo giudizio, Cristante appartiene alla seconda categoria.

Un problema al ginocchio lo ha costretto a fermarsi, ma il rischio maggiore è legato alla fitta sequenza di partite. Perdere due settimane, ha spiegato il tecnico, può trasformarsi in un’assenza molto più lunga sul piano della continuità agonistica.

Sul trasferimento di Romano al Cagliari, invece, Gasperini ha espresso dispiacere. Il giovane, reduce anche dall’esordio in Nazionale, sarebbe stato ceduto per esigenze di bilancio e di plusvalenze, una dinamica che riguarda anche altre società. L’allenatore ha criticato il meccanismo perché, quando servono risorse economiche, sono spesso proprio i talenti più promettenti a essere sacrificati.

Quanto al rapporto con la piazza romanista, Gasperini ha scelto prudenza e ironia. Alla domanda sulla possibilità di essere considerato una sorta di divinità dai tifosi, ha risposto: «Gli imperatori hanno fatto tutti una brutta fine». Il messaggio conclusivo è chiaro: entusiasmo sì, ma senza perdere il contatto con la realtà.

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