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Sport 2 min di lettura3 giorni fa

Raspadori, il rebus del 10: la soluzione può arrivare dalla panchina

L’attaccante azzurro resta prezioso per la sua duttilità, ma il ruolo ideale e la collocazione da titolare sono ancora da definire.

La sua utilità potrebbe emergere soprattutto a gara iniziata. Giacomo Raspadori è infatti una delle alternative più versatili a disposizione dell’Italia, anche se il suo impiego dal primo minuto e la posizione ideale restano ancora da individuare.


Dove Raspadori può incidere

Le prestazioni più convincenti sono arrivate quando ha giocato vicino a un centravanti, da seconda punta oppure alle spalle dell’attaccante in un sistema 4-2-3-1. In quella zona riesce a sfruttare meglio tecnica, rapidità di pensiero e capacità di arrivare alla conclusione.

Il ruolo di centravanti puro, invece, non gli ha garantito continuità. Il suo fisico può ricordare quello di un esterno offensivo e, all’inizio della carriera, il suo stile era stato accostato a Di Natale e Aguero. Da ala, nel 4-3-3 utilizzato da Mancini e da Sarri all’Atalanta, non sempre dispone dello spunto necessario per superare l’uomo; quando si allontana dall’area, inoltre, la sua pericolosità diminuisce.


Il peso del numero 10

Questa sera, contro il Belgio all’Olimpico, Raspadori dovrebbe partire tra le riserve, pronto però a entrare nella ripresa. Indosserà il numero 10, una maglia carica di storia che non sembra rappresentare un ostacolo per l’attaccante cresciuto nel Sassuolo e portato ai massimi livelli da Roberto De Zerbi.

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Nel corso della carriera ha accettato responsabilità anche quando le gerarchie dei club lo relegavano a una posizione secondaria. È accaduto a Napoli e anche a Madrid, con l’Atletico Madrid. In azzurro, invece, non è mai diventato in modo stabile né un titolare né il principale punto di riferimento offensivo: la difficoltà, almeno in parte, nasce proprio dall’assenza di una collocazione tattica definitiva.


Un veterano ancora da collocare

Nonostante abbia soltanto 25 anni, Raspadori vanta già un percorso significativo con la Nazionale maggiore. Dal debutto contro la Repubblica Ceca, nel giugno 2021, è rimasto nel gruppo azzurro attraverso le gestioni di Mancini, Gattuso e Spalletti, confermando una continuità che lo accompagna anche nella nuova fase del Mancini-bis.

Il bilancio comprende 60 convocazioni, 46 presenze e 11 goal con l’Italia. Considerando anche le selezioni giovanili, il totale sale a 101 convocazioni, 86 match e 19 reti: numeri che raccontano un giocatore già esperto del contesto internazionale, ma ancora alla ricerca del ruolo capace di trasformarlo in una certezza dall’inizio alla fine.

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