Raphinha, il rimpianto Inter non passa: ecco chi vede in cima al Pallone d’oro
Il brasiliano del Barcellona ripercorre il cambio di passo con Flick, indica Yamal come favorito per il premio e guarda al Brasile di Ancelotti e al Mondiale 2030.
Il ricordo della semifinale persa contro l’Inter continua a pesare, ma Raphinha lega quel dolore anche alla crescita del Barcellona. L’attaccante brasiliano, oggi campione di Spagna e capocannoniere della Liga con 12 gol nelle prime 7 giornate, ha raccontato come sia cambiato il suo percorso tra club e nazionale.
Flick gli ha ribaltato la prospettiva
Nell’intervista a La Gazzetta dello Sport, Raphinha ha spiegato che il passaggio più importante è arrivato con l’arrivo di Hansi Flick. Ha raccontato di essere stato vicino all’addio, con la testa già altrove, quando l’allenatore lo fermò e gli chiese di aspettare prima di prendere una decisione.
Da quel colloquio, secondo il brasiliano, è nato tutto. Flick gli avrebbe trasmesso fiducia e gli avrebbe fatto notare qualità che lui stesso non riusciva a vedere. Per questo Raphinha ha detto di sentirsi legato al tecnico quasi in maniera totale, attribuendogli un ruolo decisivo nel suo cambio di mentalità.
Yamal davanti a tutti, per lui
Il 28enne non ha avuto dubbi neppure sul prossimo Pallone d’oro: per lui il nome in cima alla lista è Lamine Yamal. Raphinha ha descritto il compagno come un giocatore capace di creare magia, con carisma, personalità e numeri già pesanti tra reti, assist e titoli.
A suo giudizio, lo spagnolo ha anche i trofei dalla sua parte, tra Liga con il Barça e Mondiale con la Spagna, oltre a una qualità che ha definito straordinaria. Di conseguenza, per il brasiliano non ci sarebbero incertezze su chi meriti il riconoscimento quest’anno.
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Brasile, Ancelotti e il prossimo Mondiale
Guardando alla nazionale, Raphinha ha individuato nell’infortunio il problema personale più grave vissuto ai Mondiali. Sul piano collettivo, invece, ha ammesso che il Brasile ha sbagliato nei momenti in cui non poteva permetterselo e non è riuscito a esprimere il proprio gioco.
Ha poi speso parole molto positive per Carlo Ancelotti, definendolo una sorpresa enorme dopo averlo già incrociato da avversario in Spagna. Ora, ha aggiunto, l’obiettivo è arrivare preparati al 2030, con quattro anni di lavoro davanti.
L’Inter resta una ferita aperta
Tra i passaggi più netti delle sue parole c’è quello sulla semifinale di Champions contro l’Inter di due stagioni fa. Raphinha ha ammesso che quella eliminazione non gli è ancora passata e ha parlato di un’occasione sfumata per un soffio.
Allo stesso tempo, però, ha sottolineato che quel Barcellona era più giovane e meno pronto nei momenti complicati. Oggi, secondo lui, la squadra ha acquisito una maturità diversa ed è più attrezzata per reggere le pressioni della Champions League e inseguire ogni obiettivo.
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