Potenza, numeri da record: il progetto che sfida l’Inter di Chivu
La squadra di Ivan Tisci guida il girone C con 24 reti in nove giornate e un modello costruito tra entusiasmo, giovani e sostenibilità economica.
Ventiquattro gol in nove giornate: il Potenza di Ivan Tisci ha finora prodotto più reti dell’Inter allenata da Cristian Chivu, ferma a 18 dopo sei turni di Serie A. Il confronto va letto considerando le tre partite disputate in più dai lucani, ma racconta comunque la forza offensiva di una squadra capace di trasformare un progetto sostenibile in una delle sorprese più interessanti del calcio professionistico italiano.
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Potenza, l’attacco non ha rivali
Il primato nel girone C di Serie C ha acceso l’entusiasmo della città. Dopo il successo ottenuto a Foggia, la squadra è stata accolta allo stadio “Viviani” dai propri tifosi, ancora più fiduciosi in vista della sfida casalinga contro il Catania, in programma sabato 17 ottobre.
Il Potenza ha trovato la via della rete in otto delle prime nove partite e in quattro occasioni ha segnato quattro gol. Soltanto una gara si è chiusa senza reti per i lucani, che hanno già totalizzato quasi 130 conclusioni verso la porta avversaria, oltre 60 delle quali nello specchio secondo i dati di Netwin News.
Il modulo 4-3-3 e l’atteggiamento offensivo sono diventati i tratti distintivi della formazione di Tisci. Selleri e Petrungaro guidano la classifica interna dei marcatori con quattro reti a testa, già lo stesso bottino raggiunto nell’intera stagione precedente, ma la produzione offensiva non dipende da un solo reparto: in totale sono 12 i calciatori andati a segno.
La svolta firmata da Tisci
La squadra arriva da mesi significativi. Nella scorsa stagione il Potenza ha perso in semifinale per la promozione contro l’Ascoli, poi salito in Serie B, e ha conquistato per la prima volta nella propria storia la Coppa Italia di Serie C. Quel percorso ha rappresentato il punto più alto della gestione di Pietro De Giorgio, oggi alla guida della Juve Stabia.
La società ha quindi affidato il nuovo progetto al direttore sportivo Giuseppe Di Bari e a Ivan Tisci, scelto dalla proprietà formata da Donato Macchia e dal figlio Nicola, amministratore delegato. Il tecnico genovese arrivava dai due settimi posti ottenuti con il Pineto e, a Potenza, sta confermando la reputazione di allenatore capace di unire gioco propositivo e risultati.
La superiorità numerica rispetto all’Inter di Chivu riguarda soprattutto le reti realizzate, mentre il confronto tra i marcatori premia i nerazzurri: in Serie A sono già dieci i giocatori interisti ad aver trovato il gol. Il dato del Potenza, però, evidenzia una distribuzione ancora più ampia, con una vera cooperativa pronta a sostenere il peso dell’attacco.
Il marchio Potenzaland cresce
Il rendimento della squadra ha trovato una sintesi nel nome “Potenzaland”, diventato popolare prima sui social attraverso i contenuti dell’area comunicazione del club e poi tra gli appassionati della Serie C. Non è soltanto uno slogan legato alle vittorie: rappresenta il racconto di un ambiente che sta funzionando dentro e fuori dal campo.
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Dietro l’entusiasmo del “Viviani” c’è infatti un lavoro organizzativo sviluppato dalla società e dalla sua struttura dirigenziale. Il progetto è stato costruito con attenzione alla sostenibilità finanziaria, senza rinunciare agli investimenti della famiglia Macchia e alla volontà di allestire una rosa competitiva.
Giovani e conti sotto controllo
Il Potenza ha dovuto rispettare i limiti del nuovo tetto salariale. Per la stagione 2026/2027 ogni club non può destinare agli ingaggi una cifra superiore al 50% del valore della produzione della stagione precedente, pena l’applicazione di limitazioni e sanzioni.
In questo quadro sono partiti elementi importanti come Schimmenti e Siatounis, trasferiti al Benevento in Serie B, oltre ai centrocampisti Lucas Felippe, passato alla Virtus Entella, e Bilal Erradi, approdato al Pescara. La società ha scelto soprattutto calciatori giovani: il terzino sinistro Luca Russo, arrivato dall’Audace Cerignola a 26 anni, è il più esperto tra i nuovi acquisti e l’età media della rosa si aggira intorno ai 25 anni.
Ancora più giovane è il centrocampo, che rappresenta uno dei punti di forza della squadra di Tisci e ha un’età media di circa 23 anni. La combinazione tra idee di gioco, valorizzazione degli elementi a disposizione e attenzione ai bilanci sta dando forma a un modello che ora cerca conferme sul campo.
Catania, il prossimo esame
La gara contro il Catania può spingere il “Viviani” verso il tutto esaurito e mettere alla prova la squadra che vuole conservare la vetta. Il calendario ha proposto presto un appuntamento di grande richiamo, in una fase in cui il Potenza ha già affrontato anche il Bari, fermato sullo 0-0, e la Salernitana, unica formazione finora capace di batterlo.
Un eventuale successo contro i siciliani non chiuderebbe certo la corsa al vertice, così come una sconfitta non cancellerebbe il lavoro svolto. La partita servirà soprattutto a misurare la consistenza di un Potenza che, dopo un avvio da record, ha ormai il diritto di puntare a un ruolo da protagonista.
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