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Sport 2 min di lettura6 giorni fa

Outteridge abbassa la pressione: ecco cosa conta davvero per New Zealand

Alla vigilia della preliminare di Napoli, lo skipper dei campioni in carica parla di crescita, lavoro di gruppo e obiettivi ancora lontani dalla resa dei conti finale.

Nathan Outteridge dice di non sentire il peso della vigilia, e il motivo è che per Emirates Team New Zealand l’orizzonte vero non è Napoli ma luglio 2025. A Castel dell’Ovo, durante l’incontro con i team dell’America’s Cup, lo skipper ha spiegato che la squadra sta attraversando una fase di costruzione e che l’obiettivo immediato è continuare a crescere senza farsi schiacciare dall’attesa.


Il percorso conta più dell’ansia

Outteridge ha chiarito che la squadra pretende molto da sé stessa, ma senza trasformare questa ambizione in pressione. Ha ricordato anche il ricambio in corso nel gruppo di velisti e la presenza della nuova generazione, citando tra gli altri suo figlio Jake, presente accanto a lui.

Per il timoniere neozelandese, la regata preliminare che scatta domani a Napoli è solo una tappa di avvicinamento. I campioni in carica arrivano dal secondo posto ottenuto a Cagliari, a maggio, risultato che lui considera l’inizio di un cammino ancora lungo.

"Ci godiamo il percorso in questo momento", ha detto durante la conferenza stampa, rimarcando un approccio più orientato al processo che al risultato immediato.

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Dalla Sardegna a Napoli, lavoro senza sosta

Il sei volte iridato e oro olimpico a Londra 2012 ha sottolineato che la finale raggiunta in Sardegna li ha resi soddisfatti, anche perché il gruppo aveva avuto poco tempo per allenarsi insieme sugli AC40. Da lì è nata una lista estesa di aspetti su cui intervenire.

Nei mesi successivi, Emirates Team New Zealand ha lavorato tra sessioni svolte a Napoli a luglio e a settembre. Outteridge ha descritto questa fase come un periodo dedicato soprattutto a perfezionare l’organizzazione interna e a trovare nuovi margini di miglioramento.

"Quello che oggi ci entusiasma è essere qui a gareggiare contro i migliori al mondo", ha aggiunto, spiegando che la sfida di Napoli viene vissuta come una verifica del lavoro accumulato finora. Per i neozelandesi, insomma, la pressione lascia spazio alla progressione.

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