Nuorese, il lascito di Fabian O’Neill: la sfida di Favio
Il centrocampista uruguaiano classe 2003 riparte dalla Sardegna, dove suo padre aveva lasciato un ricordo indelebile con Cagliari e Juventus.
La scelta di giocare in Sardegna ha per Favio O’Neill un significato che va oltre il calcio. Il centrocampista uruguaiano, classe 2003, veste la maglia della Nuorese in Eccellenza e prova a costruire il proprio percorso portando con sé il ricordo di Fabian, ex talento di Cagliari e Juventus.
Fabian O’Neill è morto il giorno di Natale del 2022, a 49 anni, in una clinica di Montevideo dove era ricoverato in terapia intensiva per una malattia epatica. Per il figlio, quel dolore aveva inizialmente messo in discussione anche la possibilità di continuare a giocare.
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Il ricordo che lo tiene in campo
Favio conserva un crocifisso ricevuto dal padre durante uno degli ultimi incontri. Ha raccontato che Fabian lo aveva avuto da Las Carmelitas, a Montevideo, e che quel dono arrivò al termine di un abbraccio segnato dalle lacrime: dopo quella giornata, i due non riuscirono più a rivedersi.
La notizia della morte lo raggiunse durante un allenamento, quando un dirigente lo prese da parte per comunicargli la scomparsa. In quel momento, ha spiegato, pensò di lasciare il calcio. A convincerlo a proseguire sono stati anche gli insegnamenti ricevuti dal padre, soprattutto l'invito a comportarsi con sincerità e ad affrontare le persone in modo diretto.
«Mio padre è stato davvero un uomo integro», ha detto Favio ricordando la figura di Fabian. Prima di entrare in campo recita inoltre una preghiera personale, che considera un legame segreto con il padre e una fonte di coraggio contro qualsiasi avversario.
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La Sardegna è la sua prova
L'approdo alla Nuorese rappresenta per il giovane uruguaiano un'occasione di crescita. La presenza della fidanzata lo aiuta nella nuova esperienza, mentre il rapporto con l'isola assume un valore particolare: «La Sardegna ha voluto bene a mio padre, adesso devo conquistare anche io questo territorio».
Favio racconta di imparare rapidamente, compreso il modo di resistere ai contrasti sul campo. Dopo le partite, però, il calcio lascia spazio ai ricordi: diversi sostenitori si avvicinano per parlargli delle qualità di Fabian e delle giocate che lo avevano reso speciale.
Il padre era conosciuto in Sud America con il soprannome di El Mago e, secondo quanto Favio ha letto e gli è stato riferito, eccelleva nei fondamentali. Un difensore gli ha recentemente detto che soltanto Enzo Francescoli e Gianfranco Zola avevano raggiunto la stessa classe: un paragone che lo ha commosso.
Ora l'obiettivo è definito: fare bene con la Nuorese e sviluppare in Sardegna la propria carriera. L'eredità familiare resta presente, ma Favio prova a trasformarla in un punto di partenza per un'identità calcistica autonoma.
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