Jodar nella bufera: nuovo caso con un raccattapalle a Shanghai
Lo spagnolo ha ricevuto un’ammonizione dopo aver urlato contro un giovane addetto al campo, riaccendendo le discussioni sui suoi comportamenti in partita.
«No, non l'ho toccata, non potrei mai fare una cosa del genere». Così Rafa Jodar aveva respinto in conferenza stampa le accuse legate a un episodio avvenuto al Roland Garros, quando una raccattapalle si era trovata lungo il suo percorso verso gli spogliatoi. A distanza di mesi, un nuovo comportamento dello spagnolo ha riportato l’attenzione sul suo atteggiamento in campo.
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Il precedente continua a far discutere
Durante gli ottavi di finale contro Michelsen, Jodar aveva lasciato il campo tra un set e l’altro correndo verso gli spogliatoi. Una bambina incaricata di recuperare le palline si trovava sulla sua traiettoria e le immagini avevano mostrato il tennista allungare un braccio mentre le passava accanto.
Secondo alcune ricostruzioni, quel gesto avrebbe costretto la raccattapalle a spostarsi bruscamente e poteva sembrare una spinta. Jodar aveva però negato di averla sfiorata, spiegando di non poter compiere volontariamente un’azione simile.
A Shanghai arriva l’ammonizione
Il nuovo episodio si è verificato a Shanghai, durante la sfida vinta da Jodar contro l’olandese Van de Zandschulp. Il successo gli ha garantito l’accesso ai quarti di finale del Masters 1000 cinese, ma la partita è stata segnata soprattutto dal confronto con un giovane raccattapalle.
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Al termine di uno scambio particolarmente lungo, lo spagnolo avrebbe perso la pazienza per l’attesa dell’asciugamano e gli avrebbe urlato: «Sbrigati a darmi questo ca**o di asciugamano». Il giudice di sedia ha interpretato la condotta come antisportiva e ha inflitto a Jodar un’ammonizione.
La protesta e le reazioni in rete
Il provvedimento non è stato accettato dal giocatore, che si è avvicinato al giudice di sedia per contestare la decisione. Il gesto e il tono usato verso il raccattapalle sono stati poi rilanciati sui social, provocando numerose critiche.
L’episodio di Shanghai, sommato al precedente parigino, ha così riaperto il dibattito sul comportamento del giovane spagnolo. In entrambi i casi, al centro della discussione sono finiti i suoi rapporti con i ragazzi incaricati di assistere i tennisti durante gli incontri.
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