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Sport 2 min di lettura5 ott

Nove gare in 28 giorni: il Milan mette alla prova Amorim

Dopo la pausa per le nazionali, i rossoneri affronteranno un calendario fitto tra campionato ed Europa League, con Modric e Ramos al centro delle scelte.

Il vero banco di prova per il Milan non sarà soltanto la quantità degli impegni, ma la capacità di conservare equilibrio e rendimento lungo un periodo molto ristretto. Ruben Amorim dovrà gestire nove partite in 28 giorni, alternando le sfide di Serie A agli appuntamenti di Europa League.


Modric resta il riferimento tecnico

Tra i giocatori più importanti nelle valutazioni dell’allenatore c’è Luka Modric. L’età del centrocampista croato non viene considerata da Amorim l’elemento decisivo: a contare, secondo il tecnico, è soprattutto il livello espresso di settimana in settimana.

«Quando giochiamo bene è perché Luka gioca bene», ha spiegato Amorim parlando del peso di Modric nelle prestazioni della squadra. Il suo rendimento sarà quindi centrale in una fase nella quale il Milan dovrà dosare le energie senza perdere qualità nel gioco.

Anche Gonçalo Ramos è chiamato a convivere con aspettative elevate. L’attaccante ha attirato attenzione grazie alle recenti prestazioni con la nazionale portoghese e, secondo Amorim, dovrà imparare a sostenere la pressione legata al suo ruolo nel Milan.


Un calendario che impone flessibilità

La ripartenza dopo la sosta internazionale porterà subito i rossoneri dentro una sequenza ravvicinata di incontri. In campionato sono attese le partite contro Sassuolo, Atalanta e Inter, mentre il percorso europeo aggiungerà ulteriori impegni alla lista.

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Per affrontare una simile successione, la rotazione della rosa diventerà una componente essenziale. L’allenatore dovrà scegliere di volta in volta gli uomini più adatti, mantenendo competitiva la squadra nelle diverse competizioni.


Il modulo non è un vincolo

Il Milan ha mostrato una soluzione tattica più fluida, compreso il 4-2-3-1 utilizzato nella vittoria contro il Lecce. Amorim, tuttavia, non lega il proprio lavoro a un solo schieramento e considera prioritari i principi che devono guidare la squadra.

La sua idea è che il sistema possa cambiare in base alle necessità della gara: la difesa può essere organizzata con quattro, cinque o tre uomini, purché restino riconoscibili le regole di gioco. Questa elasticità sarà utile per superare un calendario nel quale stanchezza, avversari e impegni internazionali richiederanno soluzioni differenti.

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