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Sport 1 min di lettura1 ora fa

Mourinho, la sfida spezzata in due: quei 20 minuti decisivi

L’allenatore del Real Madrid spiega il gesto finale e racconta il doppio volto della partita contro la Roma.

Il gesto compiuto da José Mourinho al termine della partita non era rivolto ai tifosi della Roma. L’allenatore del Real Madrid ha chiarito che si trattava soltanto di un’esultanza, accompagnando poi la spiegazione con un’analisi divisa in due momenti molto diversi.

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Il gesto e il rispetto per la Sud

Intervenuto su Prime Video, Mourinho ha escluso qualsiasi intenzione provocatoria nei confronti della curva giallorossa. «Era solo un modo per esultare a fine partita, non potevo farlo verso la Sud per rispetto», ha detto commentando il dito alzato visto al fischio finale.

La precisazione è arrivata insieme al bilancio della gara vinta dal Real Madrid. Per il tecnico portoghese, infatti, l’andamento dell’incontro non può essere letto come un’unica sequenza: prima la Roma ha imposto il proprio gioco, poi la sua squadra ha attraversato una fase di grande intensità.

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La partita cambiata in venti minuti

Mourinho ha descritto l’avvio come un periodo dominato dalla formazione romana, capace a suo giudizio di prevalere in ogni aspetto. La svolta sarebbe arrivata successivamente, con venti minuti nei quali il Real Madrid è diventato difficile da contenere.

Il tecnico ha sottolineato che, dopo il 3-1, la partita sembrava ormai chiusa per tutti. Allo stesso tempo, però, ha riconosciuto quanto fosse complicato sostenere un ritmo simile dall’inizio alla fine: secondo Mourinho, la Roma non avrebbe potuto giocare per tutta la gara con quell’intensità.

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