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Sport 2 min di lettura14 ott

Roma, il 4-3 col Real brucia: il vantaggio dissolto in sette minuti

Gasperini riparte dalla grande prestazione della Roma, ma individua nei calci d’angolo e nella gestione mentale del finale le cause della rimonta del Real Madrid.

La Roma ha visto sfumare una partita che sembrava nelle sue mani: contro il Real Madrid, all’Olimpico, i giallorossi conducevano 3-1 a sette minuti dalla fine, ma hanno chiuso la seconda giornata di Champions League con una sconfitta per 4-3. Gian Piero Gasperini ha elogiato la prestazione complessiva, concentrandosi soprattutto sul cedimento finale.

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Il vantaggio svanito nel finale

Secondo l’allenatore, il momento decisivo è arrivato sulle palle inattive. La squadra, dopo aver controllato a lungo il confronto, si sarebbe fatta trovare troppo remissiva proprio nelle situazioni da calcio d’angolo, lasciando al Real Madrid lo spazio e la fisicità necessari per completare la rimonta.

«Siamo rimasti bloccati proprio sul traguardo, in un modo che non avevamo previsto», ha spiegato Gasperini dopo la gara. Il tecnico ha parlato anche di una reazione mentale negativa, quasi di una paralisi comparsa soltanto negli ultimi minuti, molto diversa dall’atteggiamento mostrato nel primo tempo.


Gasperini salva la prestazione

Nonostante il risultato, Gasperini considera la prova della Roma un punto da cui ripartire. A suo giudizio, il Real Madrid appariva in difficoltà e i giallorossi avrebbero potuto ampliare ulteriormente il margine prima del ribaltamento conclusivo.

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«Li avevamo messi sotto in ogni aspetto», ha sostenuto l’allenatore, riconoscendo però il valore dei gol segnati dagli avversari e la loro capacità di imporsi fisicamente sui calci d’angolo. La sconfitta, dunque, non cancella quanto mostrato dalla Roma, ma impone di esaminare con attenzione il modo in cui la squadra ha gestito il finale.


La lezione oltre il risultato

Per Gasperini, la prestazione contro il Real Madrid dimostra che la Roma può competere a quel livello. La priorità sarà ora capire perché, con due reti di margine, la squadra non sia riuscita a mantenere lucidità e aggressività fino al fischio conclusivo.

Il tecnico ha quindi indicato due direzioni di lavoro: valorizzare la qualità espressa per gran parte dell’incontro e correggere gli errori emersi negli ultimi minuti. La rimonta spagnola ha trasformato una serata dominata per lunghi tratti in un ko, rendendo ancora più pesante il problema della gestione delle fasi decisive.

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