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Sport 2 min di lettura3 ore fa

Montero svela il segreto di Yildiz e Huijsen: «Mai al risparmio

L’ex difensore della Juventus racconta il lavoro quotidiano e la mentalità che avevano già distinto i due giovani talenti.

Per Paolo Montero, il talento da solo non spiega la crescita di Kenan Yildiz e Dean Huijsen. Quando li seguiva tra Juventus Next Gen e prima squadra, l’ex difensore e tecnico bianconero aveva notato soprattutto l’atteggiamento con cui affrontavano ogni allenamento.


La fatica prima del talento

Montero ha raccontato che gli bastava osservarli all’ingresso del centro sportivo, all’inizio della settimana, per intuire che avessero qualità fuori dal comune. Nel suo giudizio contavano la postura, i movimenti con la palla e quelli senza palla, ma anche il modo in cui interpretavano il lavoro quotidiano.

«Il talento è un dono della natura ma, credetemi, non basta», ha spiegato Montero. Secondo l’ex juventino, la differenza tra un calciatore promettente e uno capace di arrivare ai massimi livelli nasce dalla dedizione: Yildiz e Huijsen non si risparmiavano mai e affrontavano le sedute con il massimo dell’intensità.


Domande, umiltà e sfide

A colpire Montero non era soltanto la disponibilità fisica. I due giovani cercavano continuamente spiegazioni, ascoltavano con attenzione i consigli ricevuti e mostravano un atteggiamento umile, elementi che l’ex allenatore considera fondamentali nel percorso di formazione.

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Dopo gli allenamenti, inoltre, spesso restavano a Vinovo per provare i calci piazzati oppure per affrontarsi in esercizi e piccoli giochi inventati da loro. Montero ha ricordato di aver dovuto interrompere più volte quelle sessioni extra, perché i ragazzi non sembravano avere intenzione di lasciare il campo.


Montero voleva seguirli ancora

L’ex difensore ha collegato questo comportamento a un insegnamento ricevuto da Menotti: un tecnico deve stimolare i giovani, ma i giovani devono a loro volta alimentare l’entusiasmo dell’allenatore. Yildiz e Huijsen, secondo il suo racconto, riuscivano pienamente in entrambe le direzioni.

Per questo Montero avrebbe voluto continuare ad allenarli. Nella sua memoria restano due calciatori dotati di qualità tecnica, disciplina e curiosità, già capaci di trasformare ogni seduta in un’occasione per migliorare.

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