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Sport 2 min di lettura14 ott

Moggi contro Giraudo: la rottura definitiva e l’accusa sui tradimenti alla Juve

L’ex dirigente bianconero torna sul rapporto con Giraudo e contesta la ricostruzione dell’ex collega su Calciopoli, John Elkann e il ruolo degli Agnelli.

Il rapporto tra Luciano Moggi e Antonio Giraudo, un tempo descritto come fraterno, sembra ormai senza possibilità di ricucitura. In un’intervista al podcast “Centrocampo”, l’ex dirigente della Juventus ha attaccato il suo storico collega, contestando alcune dichiarazioni recenti e fornendo la propria versione dei passaggi che portarono alla fine della loro collaborazione.

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Un legame ormai spezzato

Moggi ha ricordato che in passato considerava Giraudo una presenza fondamentale al suo fianco. Oggi, però, le parole dell’ex amministratore delegato della Juventus hanno cambiato radicalmente quel rapporto: “Siamo stati sempre come fratelli. Adesso io praticamente dopo quelle cose lì neppure come conoscente mi piace”.

Nel suo intervento, Moggi ha allargato il discorso alla storia interna della società bianconera. A suo giudizio, nell’ambiente juventino i contrasti personali e le rotture non sarebbero episodi isolati, ma una dinamica ricorrente: “La Juventus è un paese dove praticamente i tradimenti sono all’ordine del giorno”.


La versione di Moggi su Calciopoli

L’ex dirigente ha poi criticato il modo in cui Giraudo avrebbe affrontato il tema di Calciopoli. Secondo Moggi, parlare soltanto dell’invidia generata dallo scandalo avrebbe lasciato fuori altri elementi, tra cui il successivo cambiamento degli assetti societari.

A suscitare la sua reazione è stato anche l’apprezzamento espresso da Giraudo nei confronti di John Elkann. Moggi ha sostenuto che la ricostruzione non sarebbe corretta e ha attribuito a Franzo Grande Stevens e Gabetti, più che a Elkann, la responsabilità della sua uscita dalla Juventus.

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Il ruolo degli Agnelli nella carriera

Moggi ha inoltre respinto le osservazioni sul suo ingresso nel club senza potere di firma. Ha ammesso che all’inizio quella responsabilità apparteneva a Umberto Agnelli, mentre Giraudo ricopriva un ruolo subordinato, ma ha ricordato che in seguito la situazione sarebbe cambiata.

Secondo il suo racconto, Umberto Agnelli gli avrebbe infatti affidato il potere di firma e successivamente garantito un contratto a tempo indeterminato. Per Moggi, quella scelta rappresentava una conferma della solidità della sua posizione all’interno del consiglio di amministrazione, anche sotto il profilo economico.


L’ultima contestazione a Giraudo

Pur riconoscendo l’importanza avuta da Giraudo nel percorso comune, Moggi ha detto di aver sempre parlato positivamente dell’ex collega proprio perché lo considerava un sostegno rilevante. La sua critica, dunque, riguarda soprattutto le dichiarazioni più recenti e il modo in cui sarebbe stata raccontata la storia della Juventus.

Tra gli elementi contestati c’è anche il riferimento al peso di Romy Gai nei successi ottenuti dalla squadra. Moggi ha messo in dubbio che Gai potesse essere indicata come determinante per i risultati sportivi, sostenendo che si occupasse di molti ambiti ma non propriamente di calcio.

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