Milan-Lille, il nodo dei trasferimenti che riapre il caso Elliott
Documenti e conversazioni esaminate dalla Procura di Milano alimentano interrogativi sul ruolo del fondo nelle operazioni Botman e Renato Sanches.
Il passato di Elliott al Milan torna al centro dell’attenzione per i rapporti con il Lille. Alcuni documenti acquisiti dalla Guardia di Finanza e diverse conversazioni tra Giorgio Furlani e Gordon Singer sono stati utilizzati per sollevare dubbi sull’eventuale influenza del fondo nelle scelte del club francese, allora finanziato da Elliott.
La vicenda si intreccia con l’indagine sulla cessione del Milan a RedBird, completata nell’estate del 2022. La Procura di Milano ha chiesto l’archiviazione il 4 marzo, ma la decisione definitiva spetta al giudice per le indagini preliminari Chiara Valori, dopo il ricorso presentato da BlueSkye, ex socio di minoranza di Elliott.
Le operazioni che alimentano i dubbi
Tra i materiali citati da L’Equipe compaiono messaggi relativi a Sven Botman e Renato Sanches, entrambi accostati al Milan durante la gestione Elliott. Nel gennaio 2022 Furlani avrebbe parlato con Gordon Singer del possibile trasferimento del difensore olandese al Newcastle, destinazione poi concretizzatasi nell’estate dello stesso anno.
Secondo quanto riportato, nella conversazione sarebbe stata valutata una struttura economica capace di distribuire il ricavato tra il Lille e altre società riconducibili al gruppo Elliott. Successivamente Singer avrebbe indicato in 40 milioni di euro la soglia oltre la quale il club francese avrebbe dovuto accettare la cessione di Botman, nonostante l’interesse del Milan e il pressing dell’allora direttore tecnico Paolo Maldini.
Il caso di Renato Sanches presenta un altro elemento considerato significativo. Il 26 gennaio 2022 Singer avrebbe manifestato la preferenza per la permanenza del centrocampista portoghese in Francia, così da sostenere il Lille nella corsa alla qualificazione europea, invece di favorirne il passaggio al Milan.
Il rapporto tra Elliott e Lille
I sospetti ruotano anche intorno all’assetto societario del Lille. Nel dicembre 2020 il club era passato da Gerard Lopez a Merlyn Partners, che aveva portato a termine l’acquisizione attraverso la società lussemburghese Callisto Sporting.
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Alla fine del 2021 Callisto Sporting registrava debiti per 163,5 milioni di euro verso creditori non indicati nei documenti. Una somma dello stesso importo risultava prestata alle società controllate. Tra i finanziatori sarebbe comparso anche Elliott, circostanza che ha spinto gli investigatori a interrogarsi sul peso esercitato dal fondo nelle decisioni del Lille, mentre Elliott controllava ancora il Milan.
La verifica sulle competizioni europee
La questione coinvolge anche le norme UEFA sulle multiproprietà. Il regolamento, all’articolo 5, impedisce che una stessa persona o entità possa determinare le decisioni di due squadre impegnate nella medesima competizione europea nella stessa stagione.
Il Lille aveva partecipato all’Europa League nell’annata 2020-2021 e alla Champions League in quella successiva, competizioni alle quali prendeva parte anche il Milan. La UEFA aveva chiesto chiarimenti ai dirigenti francesi, ma gli accertamenti svolti all’epoca non avevano portato all’emersione di irregolarità.
Elliott, attraverso una nota, ha respinto l’ipotesi di un controllo sul Lille. Il fondo ha sottolineato che i magistrati italiani avrebbero esaminato il materiale nel suo contesto e richiesto l’archiviazione senza formulare accuse; ha inoltre sostenuto che la UEFA abbia già valutato il caso, concludendo che il rapporto con il club francese fosse limitato al finanziamento e non comprendesse un’influenza determinante.
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