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Sport 3 min di lettura1 ora fa

Azzurri, il rilancio convince anche il pubblico: ora il vero esame

Dopo dieci giorni intensi tra vittorie, giovani promossi e un pareggio prestigioso, l’Italia guarda alle sfide di novembre con maggiore fiducia ma senza eccessi

Il segnale più evidente del nuovo clima intorno all’Italia arriva dagli ascolti: la vittoria per 3-1 sulla Turchia ha raccolto 8.030.000 spettatori, con il 38,1% di quota d’ascolto, risultando il programma più seguito della prima serata. È il dato più alto di una serie positiva, costruita in dieci giorni attraverso tre partite, due successi sui turchi, il pareggio per 1-1 contro la Francia a Parigi e una prestazione capace, almeno a tratti, di convincere.

Dopo la notte dell’Olimpico, quando i dubbi sembravano trasformarsi nel timore di un lungo periodo buio, la squadra affidata a Roberto Mancini ha ritrovato credibilità. I nuovi arrivati hanno portato energia, mentre alcuni elementi più esperti hanno garantito continuità: una combinazione che ha contribuito a riavvicinare i tifosi al percorso azzurro.


Mancini frena sull’entusiasmo

Il commissario tecnico invita però a non confondere i progressi con un traguardo già raggiunto. A margine del Premio Vialli, a Rimini, Mancini ha chiesto di mantenere l’equilibrio: «Non era un disastro la prima partita, non è incredibile quello che è stato fatto poi». Secondo l’allenatore, il gruppo deve ancora maturare e imparare anche attraverso gli errori.

La verifica più significativa arriverà a novembre. L’Italia affronterà prima la Francia e poi il Belgio: soprattutto la gara in Belgio avrà un peso sulla graduatoria conclusiva del girone. Il tecnico ha inoltre ribadito che la nazionale è destinata a ringiovanirsi ulteriormente nei prossimi mesi, continuando a dare spazio a calciatori con poca esperienza internazionale.


Giovani e veterani sotto esame

La finestra internazionale ha permesso a Mancini di raccogliere indicazioni utili, pur lasciando qualche zona da migliorare. Calafiori, Kayode, i fratelli Esposito e Doumbia sono tra i giocatori che hanno guadagnato credito; Mancini, Di Lorenzo e Ruggeri dovranno invece recuperare posizioni. Restano attesi anche il ritorno al rendimento migliore di Barella e il rientro di Dimarco.

Il commissario tecnico ha però criticato il calendario ravvicinato: «Stare con i ragazzi è stata cosa positiva, questo è sicuro, ma quattro partite così sono veramente tante, non credo sia un format ideale questo». La lunga permanenza insieme ha offerto vantaggi sul piano del lavoro, ma ha reso particolarmente impegnativa la gestione di tempi e impegni.


L’Under 21 alimenta la fiducia

A rafforzare la sensazione di crescita contribuisce anche l’Under 21 di Silvio Baldini, qualificata direttamente agli Europei grazie al 6-0 sulla Polonia. Il gruppo ha mostrato una fisionomia riconoscibile e una generazione di talenti che può rappresentare una risorsa per la nazionale maggiore nel prossimo futuro.

Mancini ha definito molto importante il risultato degli azzurrini e ha sottolineato la presenza di numerosi ragazzi pronti, col tempo, a fare il salto nella selezione principale. Anche la partita decisiva contro la Polonia ha ottenuto un buon seguito televisivo: oltre un milione di spettatori e il 7,9% di quota d’ascolto.


Il pubblico torna a seguire gli azzurri

La crescita dell’interesse si riflette nell’intera sequenza delle gare. Italia-Belgio, terminata 0-2, aveva raggiunto 6,3 milioni di spettatori; Turchia-Italia, chiusa sull’1-4, ne aveva registrati 7,3 milioni, mentre Francia-Italia, finita 1-1, era arrivata a 7,8 milioni. Il picco contro la Turchia completa così una tendenza in salita.

Sul piano istituzionale, intanto, il clima si è rasserenato dopo la soluzione senza contrasti della vicenda legata al tesseramento del presidente della Figc, Giovanni Malagò, nominato commissario. Mancini ha accolto positivamente l’esito della situazione e ha ricordato di essere stato chiamato proprio da Malagò dopo il mancato accordo con Pep Guardiola: «Quel che c’è stato, c’è stato. Sono felice di essere qua».

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