Milan, Costacurta nota la crescita: cosa chiede ad Amorim
L’ex difensore rossonero analizza i primi segnali del nuovo corso e invita a concedere al tecnico il tempo necessario per imporre le sue idee.
La prestazione contro il Lecce ha lasciato ad Alessandro Billy Costacurta sensazioni migliori rispetto alle prime uscite del Milan di Ruben Amorim. L’ex difensore rossonero, oggi opinionista di Sky Sport, ha riconosciuto alcuni progressi nella squadra, pur mantenendo un approccio prudente e senza considerare già concluso il percorso di trasformazione.
Dal dubbio col Benfica ai primi progressi
Dopo la gara con il Benfica, Costacurta aveva evidenziato una manovra poco profonda e la difficoltà del Milan nel creare problemi agli avversari. Il confronto successivo con il Lecce, invece, gli ha mostrato una formazione più aggressiva, orientata in avanti e determinata a riconquistare il rapporto con il pubblico di San Siro.
Tra gli aspetti che hanno colpito positivamente l’ex centrale ci sono la ricerca della verticalità e la disponibilità dei giocatori ad aiutarsi a vicenda. Secondo la sua analisi, sono segnali utili per dare una fisionomia precisa al gruppo, anche se serviranno altre partite prima di poter esprimere un giudizio definitivo sul lavoro svolto.
Amorim ha bisogno di tempo
Costacurta ha accompagnato l’analisi collettiva con alcune indicazioni rivolte ai singoli. A Estupinan ha suggerito di lavorare sulla marcatura dentro l’area, mentre da Loftus-Cheek si aspetta un rendimento più vicino alle sue possibilità.
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Il tecnico portoghese, intanto, deve ancora consolidare il proprio progetto. Costacurta ha ricordato le difficoltà incontrate da Arrigo Sacchi nei primi tempi al Milan, quando anche l’allenatore emiliano arrivò vicino all’esonero. Per questo, la sua indicazione è di non affrettare le conclusioni e di lasciare ad Amorim lo spazio necessario per trasmettere la sua idea di calcio.
L’auspicio per la Nazionale
Nell’intervista a Corriere.it, l’ex difensore ha allargato lo sguardo anche alla Nazionale italiana. Il futuro, a suo avviso, dovrebbe essere costruito attraverso un piano ambizioso e una proposta votata all’attacco.
La sua preferenza va dunque a un’identità capace di cercare il risultato e imporre il gioco, non a una strategia fondata soprattutto sulla protezione della propria porta. Un’impostazione che Costacurta considera importante anche per rilanciare le prospettive del calcio italiano.
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