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Sport 2 min di lettura2 ore fa

Messi saluta l’Argentina: rigore, record e un’eredità tutta da raccogliere

L’ultima notte di Messi con la nazionale si chiude con un gol e 126 reti, mentre Lautaro Martinez si prepara a diventare il nuovo riferimento dell’Argentina.

L’Argentina ha chiuso un capitolo storico con Lionel Messi ancora protagonista. Nell’ultima gara disputata con la nazionale, il fuoriclasse ha segnato dal dischetto e lasciato a Lautaro Martinez il compito di raccogliere una parte della sua eredità, in campo e nello spogliatoio.


L’ultimo acuto di Messi

La sfida contro il Benin, giocata allo stadio Monumental di Buenos Aires, ha assunto il significato di una celebrazione. Messi ha indossato per l’ultima volta la maglia numero 10 e la fascia da capitano, accompagnando l’addio con una prestazione decisiva.

Prima della rete dagli undici metri, l’attaccante ha servito due assist importanti: il primo a Nicolás Otamendi e il secondo a Nico Paz. Il suo rigore ha fissato il risultato sul 3-0 e ha portato a 126 il totale dei gol realizzati con l’Argentina, un primato destinato a rimanere un riferimento difficilmente raggiungibile.


Lautaro pronto al nuovo ruolo

Tra i titolari della partita c’era anche Lautaro Martinez, ormai uno dei giocatori centrali del progetto argentino. Il capitano dell’Inter ha raggiunto quota 42 gol con la nazionale, salendo al terzo posto nella graduatoria dei migliori marcatori dell’Albiceleste.

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Il rapporto con Messi ha accompagnato la crescita di Lautaro, che insieme al numero 10 ha conquistato due Copa America, la Finalissima e il Mondiale del 2022 in Qatar. Ora dovrà assumere responsabilità maggiori e mettere la propria personalità al servizio di una squadra privata del suo leader più rappresentativo.


Il legame con l’Inter resta speciale

Il saluto di Messi è stato seguito con attenzione anche dall’Inter, club legato alla sua storia soprattutto attraverso Lautaro. In passato Massimo Moratti aveva provato a portare l’argentino a Milano, ma l’operazione non si è mai concretizzata e il fuoriclasse ha incrociato i nerazzurri soltanto da avversario.

Messi, inoltre, non è mai riuscito a segnare contro l’Inter: un dato raro, che il club può ancora rivendicare. Sotto la guida di Cristian Chivu, la società osserva quindi il percorso del proprio capitano, chiamato a trasferire a Milano la mentalità vincente costruita anche al fianco del campione argentino.

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