McEnroe scuote il tennis: “Senza boicottaggio, gli Slam non molleranno
L’ex numero uno mondiale chiede ai giocatori di alzare il livello dello scontro per ottenere più ricavi e voce sulle decisioni del circuito
La richiesta di portare dal 15% al 22% la quota dei ricavi destinata ai tennisti entro il 2030 fotografa lo scontro sempre più aperto tra gli atleti e gli organizzatori dei quattro tornei dello Slam. In questo clima John McEnroe rilancia con una proposta radicale: fermarsi e rinunciare a uno o due Major per costringere le istituzioni a trattare.
McEnroe indica la strada dello scontro
L’ex numero uno del mondo, intervenuto a Londra durante la Laver Cup, sostiene che i giocatori debbano diventare veri partner dei principali tornei. A suo giudizio, l’attuale modello assegna loro soltanto una parte ridotta delle entrate generate dagli eventi, lasciandoli inoltre con un’influenza limitata sulle scelte economiche e sulla composizione del calendario.
“Gli atleti dovrebbero essere soci dei tornei dello Slam. Il fatto che oggi non lo siano alimenta i contrasti: incassano una porzione davvero minima dei ricavi. Secondo me, l’unico sistema per ottenere questo risultato è boicottare uno o due tornei”, ha affermato il sette volte vincitore di Major.
La battaglia sui ricavi entra nel vivo
La presa di posizione arriva dopo le proteste emerse pubblicamente al Roland Garros e a Wimbledon. I tennisti più importanti del circuito hanno quindi creato un comitato incaricato di rappresentarli nei confronti degli organizzatori, con l’obiettivo di portare avanti il confronto lontano dai riflettori.
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Al centro della trattativa c’è soprattutto la distribuzione del denaro prodotto dai quattro appuntamenti più prestigiosi della stagione. La proposta degli atleti prevede che la loro percentuale complessiva raggiunga il 22% delle entrate entro il 2030, mentre oggi la media si ferma al 15%.
Più peso anche sul calendario
Per McEnroe, la questione non riguarda soltanto l’ammontare degli assegni. Il riconoscimento di una posizione paritaria nei tornei dello Slam dovrebbe consentire ai giocatori di incidere anche sulle decisioni che riguardano l’organizzazione delle competizioni e la programmazione annuale.
L’ipotesi del boicottaggio rappresenta dunque lo strumento più drastico indicato dall’ex campione per modificare gli equilibri. La sua proposta si inserisce in una fase in cui il dialogo tra vertici del tennis e protagonisti in campo resta concentrato soprattutto sull’aumento dei premi e sulla possibilità di redistribuire in modo diverso gli incassi.
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