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Sport 2 min di lettura2 giorni fa

Turchia-Italia, Mancini allontana la pressione: «Non è uno spareggio

Il commissario tecnico invita a giudicare la squadra sul campo e chiede continuità dopo la reazione mostrata contro il Belgio.

La partita di Bursa, in programma alle 20.45, non viene considerata da Roberto Mancini una sfida decisiva per il destino dell’Italia. Alla vigilia del confronto di Nations League, il commissario tecnico ha ridimensionato la pressione sull’incontro e ha ricordato che il gruppo ha avuto pochissimo tempo per lavorare insieme.


Mancini chiede pazienza al gruppo

«Non sento che il tempo è mio nemico. Abbiamo iniziato un percorso che ovviamente ne richiederà, tra le due partite abbiamo fatto solo due allenamenti», ha spiegato Mancini nell’intervista prepartita a RaiSport, realizzata nell’ambito dell’accordo tra Figc e televisione pubblica.

Il tecnico ha giudicato incoraggiante la reazione dell’Italia contro il Belgio. Secondo Mancini, anche Charles De Ketelaere ha riconosciuto che, dopo la ripresa degli azzurri, la sua squadra non è più riuscita a costruire occasioni o a incidere come in precedenza.

L’allenatore non vuole però che la gara venga caricata di un significato eccessivo. «Non dobbiamo pensare che è uno spareggio salvezza: giochiamo e poi vediamo la classifica», ha detto, indicando come priorità la capacità della squadra di esprimere il proprio calcio anche nei momenti più complicati.

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La risposta alle critiche sulla Nations League

Mancini ha comunque ammesso di desiderare un successo a Bursa. La vittoria resta dunque l’obiettivo sportivo, ma il commissario tecnico ha chiarito che il risultato dovrà essere valutato insieme alla prestazione e alla crescita di un gruppo ancora in fase di costruzione.

Sul fronte delle critiche, l’allenatore ha invitato a evitare giudizi estremi nei confronti dei giocatori. Ha ricordato che si tratta pur sempre di una partita di calcio e che le valutazioni dovrebbero basarsi su ciò che accade realmente in campo, senza trasformare ogni appuntamento in un esame definitivo.

Il tecnico ha inoltre richiamato il cammino precedente dell’Italia nella competizione: in entrambe le partecipazioni alla Nations League la squadra aveva raggiunto la fase finale, senza ricevere secondo lui un’attenzione altrettanto forte. Per questo non comprende il motivo per cui l’edizione attuale debba essere considerata improvvisamente decisiva più delle altre.

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