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Sport 2 min di lettura6 giorni fa

Matthäus e l’Inter, il ricordo che non si è mai spento

A San Siro l’ex campione tedesco ha ritrovato il suo vecchio mondo: dal centro sportivo cambiato ai trofei, fino a un affetto che dopo 30 anni resta vivo.

Il suo nome continua a scaldare San Siro, e il passaggio a Milano ha riportato subito Lothar Matthäus dentro il clima nerazzurro. Prima di Inter-Udinese, il tedesco è stato accolto dal pubblico e ha poi raccontato a InterTV cosa significhi ancora oggi quel periodo in maglia nerazzurra.

Durante la visita ad Appiano Gentile, Matthäus ha trovato un centro sportivo molto diverso rispetto a quello che conosceva, ma non ha perso la sensazione di trovarsi in un ambiente familiare. Da lì è partito un racconto che ha intrecciato memoria personale, affetto dei tifosi e risultati ottenuti con l’Inter.


Un legame rimasto intatto dopo 30 anni

L’ex centrocampista ha spiegato che, a distanza di 30 anni, il rapporto con il club è rimasto immutato. Per lui l’Inter non è soltanto una tappa importante della carriera, ma una presenza costante, ancora radicata nei ricordi e nelle emozioni.

Nel suo racconto è emerso soprattutto il senso di appartenenza. Matthäus ha parlato dell’attenzione ricevuta in tutti questi anni da parte della società e dei sostenitori, arrivando a dire: “L’Inter è sempre nel mio cuore”.

Ha anche ricordato una gara contro l’Udinese in cui il sostegno degli spalti non venne meno nemmeno quando la squadra era in difficoltà. Quel tipo di fedeltà, ha lasciato intendere, faceva parte dell’identità del club e contribuiva a renderne speciale l’ambiente.

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Gli anni migliori e una mentalità da vertice

Se dovesse indicare il periodo più intenso della sua carriera, Matthäus non ha dubbi: i suoi anni all’Inter restano i più emozionanti e significativi. A suo avviso, la forza di quella squadra stava nella fame di vittoria e nella volontà di restare sempre davanti a tutti.

Nel ricordare quel gruppo, ha citato anche Andreas Brehme, con cui cercava di trasmettere fiducia e determinazione ai compagni. L’obiettivo era chiaro: spingere il collettivo ad assumere una mentalità più ambiziosa, capace di reggere la pressione delle grandi sfide.

Tra i momenti che gli sono rimasti più impressi c’è l’annata 1988/89, dominata in campionato e chiusa con lo Scudetto. Matthäus ha richiamato anche il successo sul Napoli, decisivo per il tricolore, e la vittoria della Coppa UEFA del 1991, trofeo che ha definito prezioso come ogni altro conquistato in nerazzurro.

Il suo ritorno a Milano ha finito così per trasformarsi in una specie di ponte tra passato e presente: da una parte i successi, dall’altra un legame emotivo che, secondo lui, non si è mai davvero spezzato.

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