Materazzi avvisa l’Italia: contro la Francia servirà una partita vera
A Trento l’ex campione del mondo ha parlato della sfida con i Bleus, del ricambio generazionale e delle difficoltà incontrate dal calcio italiano.
Il terzo Mondiale consecutivo senza l’Italia resta una ferita aperta e, per Marco Materazzi, non può essere considerato un episodio normale. Ospite al Festival dello Sport di Trento, l’ex difensore ha invitato a guardare con realismo alla sfida contro la Francia, senza però rinunciare alla fiducia nei giovani azzurri.
Il peso di tre Mondiali mancati
Materazzi ha sottolineato quanto sia insolito vedere la Nazionale lontana dalla massima competizione internazionale per tre edizioni di fila. A suo giudizio, il calcio europeo ha ridotto le distanze: trasferte che in passato sembravano abbordabili oggi possono nascondere insidie molto più consistenti.
L’ex campione del mondo del 2006 ha citato il caso di Malta, dove una vittoria non sarebbe più scontata, e ha osservato che soltanto contro avversarie come San Marino il successo appare ancora prevedibile. Il cambiamento, ha spiegato, dovrebbe spingere il movimento italiano a interrogarsi e a programmare con maggiore attenzione.
Giovani da aspettare, Francia da temere
La gara della Lega delle Nazioni contro la Francia di Zinedine Zidane si annuncia quindi impegnativa. «Mi aspetto una partita tosta, difficile», ha detto Materazzi, indicando nella formazione francese, insieme alla Spagna, una delle squadre più forti al mondo per qualità.
L’Italia, ha aggiunto, sta attraversando una fase di ricambio generazionale. Una rosa giovane può alternare prestazioni di alto livello ad altre deludenti: l’ex azzurro ha ricordato la buona prova in Turchia e la serata negativa contro il Belgio come esempi opposti dello stesso percorso.
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Serve un percorso senza estremi
Materazzi ha anche criticato l’abitudine italiana di passare rapidamente dall’entusiasmo alla bocciatura totale. «Noi italiani siamo bravi a buttare tutto a mare oppure salire sul carro», ha affermato parlando con i cronisti a margine dell’evento.
Secondo l’ex difensore, il progetto dovrà essere portato avanti con continuità, nella speranza di arrivare a risultati importanti e di conquistare nuovamente l’accesso al Mondiale. La priorità, intanto, è dare tempo ai nuovi giocatori e accompagnarli nella crescita.
La domanda su Zidane non passa
Nel corso dell’incontro non è mancato un riferimento alla celebre testata ricevuta da Zidane nella finale del 2006. Materazzi ha spiegato che l’episodio continua a essere ricordato da chi lo incontra, soprattutto attraverso la domanda su quali parole avesse rivolto al fuoriclasse francese.
La risposta dell’ex azzurro è rimasta legata a quanto già raccontato negli anni: «Su questo episodio credo non ci sia più niente da dire». A distanza di tempo, quella scena continua comunque ad accompagnare ogni confronto pubblico tra Materazzi e il calcio francese.
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