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Sport 2 min di lettura6 giorni fa

Manfredi blinda De Giorgi: “Non vedo i presupposti per cambiare

Dopo il ko con la Finlandia, il presidente Fipav esclude strappi immediati: il rapporto con il ct resta saldo, ma in consiglio si farà comunque un bilancio.

Giuseppe Manfredi non vede margini per una rottura con Ferdinando De Giorgi. Dopo l’eliminazione dell’Italia ai quarti contro la Finlandia, il presidente della Federpallavolo ha spiegato che il legame con il commissario tecnico resta solido e che, al momento, non ci sono basi per rimettere tutto in discussione.


La fiducia nel ct resta intatta

Parlando a Sky, Manfredi ha ricordato che il contratto con De Giorgi prevedeva due anni con opzione per altri due e che il rinnovo è arrivato da poco. Da qui la sua conclusione: non esistono, a suo giudizio, le condizioni per interrompere il rapporto.

Il presidente ha anche rivendicato i risultati ottenuti dal tecnico azzurro, citando Europeo e Mondiali vinti. Nelle sue parole, la delusione per l’uscita di scena è forte, ma non tale da trasformare una battuta d’arresto in una decisione radicale.


Il ko con la Finlandia e il bilancio

Manfredi ha ammesso che l’amarezza è grande, sua e non solo sua. L’Italia si aspettava di raggiungere Milano, ma la serata è andata in modo diverso da quanto previsto. Per questo ha definito l’episodio come una di quelle partite che non si possono anticipare nei pronostici.

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Allo stesso tempo, ha escluso letture drastiche della sconfitta. Secondo il numero uno della Fipav, non è pensabile che gli azzurri abbiano smesso improvvisamente di voler vincere; l’analisi tecnica, ha sottolineato, spetta ad altri.


Il confronto in consiglio

Pur senza mettere in dubbio la guida di De Giorgi, Manfredi ha confermato che il tema verrà affrontato come ogni anno in consiglio. In quella sede ci sarà un confronto con tutti i tecnici per esaminare quanto accaduto e tirare le somme della stagione.

Il presidente ha però cercato di ridimensionare il peso del ko, dicendo che non gli pare affatto un disastro totale. Il messaggio, insomma, è di continuità: la delusione resta, ma al momento la posizione della Federpallavolo non cambia.

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