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Sport 2 min di lettura6 ott

Mancini, il ricordo di Vialli lo commuove: «Mi avrebbe fermato

Dopo il successo sulla Turchia, il commissario tecnico ha ricordato l’amico e collaboratore scomparso nel gennaio 2023.

Il successo per 3-1 contro la Turchia, nella Lega delle Nazioni, ha lasciato spazio a un momento di forte emozione per Roberto Mancini. In conferenza stampa, il commissario tecnico ha indicato Gianluca Vialli come ciò che gli manca maggiormente del primo periodo alla guida della Nazionale.


Il ricordo che spezza la conferenza

A una domanda sul confronto tra il primo ciclo e l’esperienza attuale, Mancini ha risposto semplicemente: «Gianluca Vialli». La sala stampa ha reagito con un applauso, accompagnando un passaggio particolarmente intenso dell’incontro.

Poco dopo, ai microfoni di Radio Rai, l’allenatore ha spiegato quanto fosse profondo il loro legame. Secondo Mancini, Vialli avrebbe cercato di impedirgli di accettare l’incarico in Arabia Saudita e oggi sarebbe ancora al fianco della Nazionale. I due, ha aggiunto, erano «come fratelli» e proprio per questo si sarebbero consultati su ogni scelta importante, soprattutto quando a dare un consiglio era una persona speciale come Luca.


Una vittoria ottenuta cambiando molto

Prima di parlare dell’ex attaccante, Mancini aveva analizzato la gara contro la Turchia. Il commissario tecnico ha respinto l’idea che la squadra avversaria fosse poco competitiva nonostante la sconfitta e ha giudicato la prestazione italiana complessivamente positiva.

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L’Italia ha modificato nove elementi rispetto alla formazione precedente. Una rotazione così ampia, ha osservato Mancini, ha ridotto la continuità del gioco, ma era una scelta necessaria dopo le energie spese nelle partite precedenti.


La lunga battaglia di Vialli

Vialli è morto il 6 gennaio 2023 a Londra, all’età di 58 anni, dopo una malattia durata cinque anni. Il tumore al pancreas, un adenocarcinoma duttale, gli era stato diagnosticato per la prima volta nel 2017.

Nel corso della sua lotta aveva affrontato cicli di chemioterapia e interventi chirurgici. Dopo una fase in cui sembrava aver superato il cancro, alla fine del 2022 aveva sospeso gli impegni con la Nazionale per concentrarsi su un nuovo e più aggressivo periodo della malattia. Si è spento al Royal Marsden Hospital, dove era in cura.

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