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Sport 2 min di lettura6 ore fa

Mancini e i 12 milioni: perché prende le distanze dal caso City

L’ex allenatore del Manchester City respinge ogni coinvolgimento nella vicenda dei compensi e attende gli sviluppi dell’indagine sulle 115 contestazioni al club inglese.

Roberto Mancini torna sulla vicenda dei compensi legati al suo passato al Manchester City e ribadisce di non considerarla una questione personale. Interpellato da Associated Press, l’attuale commissario tecnico della Nazionale ha dichiarato: «Non è una cosa che mi riguarda. Il problema è del Manchester City, purtroppo».


L’indagine fiscale resta aperta

Le autorità inglesi, secondo quanto riferito negli ultimi giorni dalla stampa britannica, starebbero verificando una possibile evasione fiscale collegata agli emolumenti riconducibili a Mancini. L’importo indicato nelle indiscrezioni arriva a 12 milioni di sterline, pari a circa 14 milioni di euro.

L’ipotesi riguarderebbe somme corrisposte durante la sua esperienza sulla panchina del club, tra il 2009 e il 2013. Una parte dei pagamenti, secondo l’accusa, sarebbe transitata attraverso società esterne al Manchester City per ragioni fiscali. Mancini ha sempre negato responsabilità e coinvolgimenti illeciti.


Il City deve rispondere a 115 accuse

La posizione dell’ex tecnico si inserisce nel procedimento più ampio avviato dalla Premier League nei confronti del Manchester City. Una commissione indipendente, chiamata a esaminare presunte violazioni commesse dal club tra il 2009 e il 2018, avrebbe ritenuto fondate tutte le 115 contestazioni esaminate.

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Gli avvocati della società hanno presentato ricorso nella stessa giornata. A questo punto si attende la fissazione della prima udienza, durante la quale dovrà essere valutata l’eventuale responsabilità del club e dei suoi amministratori. Le tempistiche, stando alle ultime ricostruzioni, potrebbero far slittare l’appuntamento almeno a gennaio dell’anno successivo.


Il precedente inglese di Mancini

Il nome del commissario tecnico italiano è finito nel fascicolo per i pagamenti ricevuti durante la permanenza in Inghilterra. L’accusa sostiene che modalità analoghe possano avere riguardato anche altri tesserati del Manchester City, mentre Mancini continua a dichiararsi estraneo ai fatti contestati.

La sua replica mantiene separata la vicenda personale dal procedimento contro il club: il tecnico non ha fornito ulteriori dettagli sui compensi, ma ha ribadito che l’eventuale responsabilità dovrà essere accertata nei confronti del Manchester City e non automaticamente associata alla sua posizione.

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