Malagò ammette l’errore: «Bianchedi giusta, tempi sbagliati
Il commissario della Figc difende la scelta della capodelegazione azzurra, ma riconosce che l’annuncio in agosto ha alimentato tensioni e incomprensioni
La scelta di Diana Bianchedi resta, per Giovanni Malagò, pienamente condivisibile. Il commissario della Figc, però, riconosce che l’annuncio della nomina è arrivato nel momento meno opportuno e attribuisce proprio alla tempistica parte delle polemiche successive.
L’errore è stato nella tempistica
Intervenuto a Radio Anch’io Sport su Radio 1, Malagò ha spiegato quale decisione non ripeterebbe nello stesso modo. «Sono straconvinto che Diana Bianchedi sia la persona che più di tutte può rappresentare il ponte culturale tra il calcio e gli altri sport», ha dichiarato, prima di ammettere: «Ho sbagliato il momento».
Il riferimento è alla designazione di Bianchedi come capodelegazione della Nazionale. La richiesta, ha ricostruito Malagò, era stata avanzata ad agosto, quando il campionato non era ancora iniziato e il Mondiale si era appena concluso.
Una nomina letta come provocazione
Secondo il commissario della Figc, in quella fase il calcio italiano attraversava una pausa istituzionale e sportiva. L’annuncio, inserito in un periodo in cui tutto appariva fermo, sarebbe stato quindi percepito da una parte del mondo dei media come un gesto destinato a scuotere il sistema.
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Malagò ha definito quella reazione un elemento che ha generato un confronto molto duro, pur sostenendo che la decisione avesse una sua logica. Il presidente del Coni ha inoltre chiarito di avere contattato tutte le persone coinvolte prima di procedere, sottolineando che nessuno avrebbe potuto contestare questo passaggio.
Il profilo di Bianchedi resta centrale
La difesa della nomina si fonda sul percorso della dirigente, considerato adatto a creare un collegamento tra il calcio e le altre discipline. Malagò ha richiamato sia i suoi valori sia l’esperienza maturata nello sport e nel settore imprenditoriale.
La sua conclusione riguarda dunque il metodo, non la persona scelta: Bianchedi continua a essere ritenuta la figura più adatta per quel ruolo, mentre l’esperienza ha spinto Malagò a riconoscere quanto il momento di una decisione possa incidere sulla sua ricezione pubblica.
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