Milan, l’1-1 col Sassuolo riporta a galla i dubbi su Amorim
Il pareggio del Mapei Stadium conferma le difficoltà del Milan nel gestire il vantaggio e riaccende il dibattito sulle scelte tattiche e sulla qualità della rosa.
Il problema del Milan non è soltanto aver lasciato il Mapei Stadium con un pareggio per 1-1. A pesare è soprattutto l’incapacità di amministrare il vantaggio, un limite già emerso nel percorso della squadra guidata da Ruben Amorim. Anche contro il Sassuolo, le decisioni prese prima del fischio d’inizio sono state corrette durante l’intervallo, alimentando i dubbi sull’assetto iniziale.
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Il vantaggio non basta ancora
Amorim aveva scelto una linea difensiva a quattro, modificando gli interpreti rispetto alla sfida con il Lecce. Proprio quella vittoria resta, finora, la prova più convincente del Milan, ma il nuovo pareggio ha riproposto le difficoltà nel dare continuità alla prestazione e nel controllare i momenti delicati.
Nel dopo gara, l’allenatore portoghese ha spiegato che a contare sono soprattutto le caratteristiche degli elementi a disposizione, più che il sistema utilizzato. Tuttavia, i cambiamenti effettuati a partita in corso sembrano indicare che la squadra non abbia ancora trovato un equilibrio stabile e che la formazione di partenza resti un tema da risolvere.
Musah e Modric, due strade diverse
Il confronto tra Yunus Musah e Luka Modric riassume bene il dilemma tecnico del Milan. Il centrocampista statunitense garantisce corsa e rapidità, qualità preziose nelle ripartenze, ma nell’azione più favorevole non è riuscito a trasformare la velocità in una giocata decisiva.
Modric offre invece un contributo differente: può risultare meno efficace quando la partita richiede continui scatti, ma aggiunge precisione e inventiva. Lo ha dimostrato servendo ad Adrien Rabiot il pallone da cui è nato il gol, una giocata che evidenzia quanto la qualità possa incidere nei momenti chiave.
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Amorim deve scegliere un’identità
Il Milan è ancora sospeso tra due idee di gioco. Da una parte c’è la ricerca della verticalità e dei movimenti rapidi di Ramos e Christian Pulisic; dall’altra, l’ipotesi di costruire il gioco attraverso un possesso più insistito, fatto di scambi brevi e ragionati.
Per uscire da questa fase, Amorim dovrà individuare l’undici iniziale più affidabile e aiutare i giocatori a leggere meglio i diversi passaggi delle partite. La rosa, inoltre, sembra avere bisogno di un innalzamento del livello tecnico, così da conciliare dinamismo e qualità.
Il progetto è ancora nella fase iniziale e la squadra deve assimilare molte indicazioni. Resta però decisivo imparare a sfruttare con maggiore concretezza le occasioni create e definire una direzione precisa: soltanto così il Milan potrà puntare a competere ai livelli più alti, riducendo le incertezze emerse anche contro il Sassuolo.
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