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Sport 2 min di lettura5 giorni fa

Lazio ferma sul mercato: Lotito rilancia e punta il dito sulle regole

Il presidente biancoceleste chiede un intervento del Parlamento dopo due sessioni estive senza acquisti, sostenendo che il sistema italiano penalizzi chi compra in patria e favorisca l’estero.

La frustrazione per un mercato immobile diventa un affondo politico: Claudio Lotito torna a chiedere una revisione delle norme italiane sui trasferimenti, sostenendo che l’attuale impianto spinga i club a guardare fuori dai confini. Il presidente della Lazio ha rilanciato il tema in un appuntamento alla Camera dei Deputati, dopo due campagne estive chiuse a saldo zero per il mancato rispetto dell’indice del costo del lavoro allargato.

Nel suo ragionamento, il problema non riguarda solo la Lazio ma il funzionamento complessivo del sistema. Lotito ha insistito sul fatto che le regole vadano modificate e ha indicato nel Parlamento il luogo in cui intervenire. A suo avviso, il meccanismo italiano rende più oneroso acquistare un giocatore rispetto a quanto accade in altri campionati.


Il conto più salato in Italia

Il presidente biancoceleste ha fatto un esempio concreto per sostenere la sua tesi: un calciatore valutato 10 milioni, in Italia, finirebbe per costarne più di 12 per via dell’Iva, a cui si aggiunge anche la fideiussione. Da qui la sua conclusione: il sistema penalizza i club che operano nel mercato interno e rende più conveniente rivolgersi all’estero.

Secondo Lotito, infatti, in altri tornei i giocatori possono essere riscattati in qualunque momento dell’anno. In Italia, invece, le condizioni sarebbero più rigide e meno favorevoli per chi deve programmare gli acquisti. Per questo il presidente della Lazio parla di un danno strutturale che finisce per spostare investimenti e operazioni oltrefrontiera.

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Il dossier Malagò resta in sospeso

A margine dell’evento, Lotito ha scelto di non entrare nel merito del caso legato al tesseramento di Giovanni Malagò. Sul punto si è limitato a dire: «Non ne parlo».

La giornata, però, non si è chiusa lì. Dopo l’incontro, infatti, il presidente della Lazio si è intrattenuto a lungo sull’argomento con i vertici delle leghe di Serie A, B, C e D. In sala, in prima fila, era presente anche il ministro dello Sport Andrea Abodi, insieme alle altre autorità invitate all’iniziativa.

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