5.000Lettori online ora
Sport 2 min di lettura22 set

La casa di Trump cambia mano: tra gatti, degrado e un guadagno milionario

Dall’Airbnb a 725 dollari a notte al rifugio per gatti randagi, l’abitazione dove visse Trump da bambino è passata di nuovo di mano dopo una lunga fase di abbandono e lavori di recupero.

La vecchia abitazione di famiglia di Donald Trump nel Queens ha trovato un nuovo proprietario dopo anni tutt’altro che semplici. Prima del trasferimento definitivo, l’immobile era scivolato nel degrado, tra infiltrazioni, muffa e danni provocati dall’acqua, fino a ospitare anche una colonia di gatti randagi.


Dal rifugio per gatti al rilancio

Nel marzo 2025 il costruttore Tommy Lin l’ha acquistata per 835mila dollari e ha poi messo sul tavolo altri 500mila circa per rifarla. Gli interni sono stati rifatti da cima a fondo, mentre la facciata in stile Tudor è rimasta riconoscibile.


Una storia partita nel 1940

La casa si trova a Jamaica Estates ed è stata costruita nel 1940 da Fred Trump, padre dell’ex presidente. Donald Trump ci ha vissuto soltanto nei primi quattro anni della sua vita, prima che la famiglia si spostasse in un’altra abitazione più ampia nella stessa area. La villa ha cinque camere da letto, tre bagni e una superficie di circa 288 metri quadrati.

Trump, nel 2015, descrisse il quartiere dicendo: “Altre zone del Queens erano problematiche, ma questo posto era un’oasi”. Dopo la vittoria elettorale del 2016, l’immobile aveva attirato molta più attenzione.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.


Dall’Airbnb alla vendita finale

Nel 2017 la proprietà fu comprata per 2,14 milioni di dollari e trasformata in un Airbnb da 725 dollari a notte, con gadget repubblicani, copie di The Art of the Deal e persino una sagoma di Trump. Due anni più tardi tornò sul mercato, ma senza successo.

La nuova rivendita è arrivata solo a settembre 2026, quando la casa è stata ceduta per 1,93 milioni di dollari dopo un prezzo richiesto di 2,3 milioni. I compratori non sono stati identificati, anche se avrebbero intenzione di abitarci a lungo.


Gli agenti: il nome non basta

Sul valore simbolico dell’immobile, Gerald Magny ha sostenuto che la notorietà legata all’infanzia del presidente non abbia per forza aiutato la trattativa. Joe Zhu, invece, ha spiegato che diversi interessati si erano fatti avanti proprio perché si trattava della precedente casa di Trump: “C’erano parecchie persone interessate perché era la precedente casa di Trump”.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere