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Kimi Antonelli è il secondo sportivo italiano sui social

Dopo Mario Balotelli, il pilota Mercedes cresce grazie a un’immagine spontanea e a una forte identità italiana

Kimi Antonelli è il secondo sportivo italiano più seguito sui social, alle spalle di Mario Balotelli. Il successo del campione del mondo di Formula 1 ha ormai assunto una dimensione internazionale.

Mario Tirino, docente di Sociologia dei Processi Culturali all’Università di Salerno, ha osservato che l’identità pubblica del pilota è ancora in evoluzione. L’esperto ha invitato a non assegnargli etichette definitive: valori e messaggi, anche su temi civici o ambientali, emergeranno con maggiore chiarezza negli anni.

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Una popolarità oltre i risultati

L’accoglienza riservata ad Antonelli in Messico, dopo la conquista del titolo, ha confermato secondo Tirino la sua trasformazione in una celebrità riconosciuta anche fuori dall’Italia. La nazionalità del pilota, rimasta a lungo poco rappresentata ai vertici della Formula 1, aggiunge un elemento di curiosità per il pubblico straniero.

Il paragone con Valentino Rossi è possibile soltanto in parte. Il campione della MotoGp aveva costruito una popolarità fondata sui risultati, ma anche su trovate comunicative, esposizione personale e capacità di affrontare rivalità e momenti difficili. Antonelli si muove nell’epoca dei social, dove ogni gesto può avere conseguenze sulla reputazione e sul valore commerciale dell’atleta.


La forza della sua storia

Alla base dell’interesse per Kimi c’è il racconto di un giovane italiano arrivato al vertice di uno sport che unisce tecnologia, competizione e ingegneria. A 20 anni è il più giovane vincitore nella storia del Mondiale di Formula 1 e il primo nato negli anni Duemila a riuscirci.

Il suo percorso comprende anche il successo ottenuto a Monza a settembre, quando partì dall’ultima posizione e tagliò il traguardo davanti a tutti. Per trovare un altro campione del mondo italiano bisogna risalire ad Alberto Ascari, iridato nel 1953. Tirino considera questa serie di primati uno degli elementi più forti della narrazione costruita attorno al pilota bolognese.

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Italianità e confronto con Sinner

La comunicazione di Antonelli, ha spiegato il sociologo, presenta un’italianità pop e priva di riferimenti politici. È un tratto leggero, associato alla spontaneità, alla tradizione della Dolce Vita e ad alcuni richiami agli anni Ottanta, quindi facilmente comprensibile anche all’estero.

Un episodio ha rappresentato bene questa immagine: dopo la vittoria di Monza, il pilota ha mangiato della pasta all’interno del trofeo. Anche il brano “Sarà perché ti amo” dei Ricchi e Poveri, riproposto dopo il titolo conquistato in Messico, appartiene a questo registro diretto e riconoscibile.

Antonelli e Jannik Sinner, pur con modalità diverse, sono diventati figure conosciute oltre i confini nazionali. Il tennista comunica soprattutto calma e controllo nei momenti difficili; il pilota trasmette invece l’eccezionalità di un risultato inatteso e l’entusiasmo della giovane età.

Tirino ha descritto Kimi come un ragazzo capace di stare davanti alle telecamere senza apparire costruito. La sua esuberanza convive però con la necessità di tutelare un’immagine che, per uno sportivo trasformato in marchio, può incidere anche sugli accordi commerciali: un errore o una crisi reputazionale avrebbero infatti ricadute economiche.

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