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Sport 3 min di lettura56 min fa

Kayode, il salto azzurro parte da Maldini: ora sogna l’Europa

Il difensore del Brentford ripercorre l’esordio con l’Italia, il legame con la Fiorentina e le sfide contro Doku e Kvaratskhelia.

Paolo Maldini e Cafu restano i riferimenti a cui Michael Kayode guarda per crescere. Il ventiduenne del Brentford considera il primo il miglior difensore della storia e racconta di aver studiato i suoi filmati innumerevoli volte; dell’ex terzino brasiliano, invece, ammira l’equilibrio tra spinta offensiva e attenzione in fase difensiva.

L’obiettivo per la stagione è aiutare il Brentford a conquistare un posto nelle competizioni europee, aumentando anche il proprio contributo in zona gol con più reti e assist. In azzurro, Kayode punta a novembre e alle fasi decisive della Nations League.

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Maldini e Cafu come bussola

Il terzino immagina un confronto con i suoi due idoli come un’occasione irripetibile. A Maldini chiederebbe i segreti della sua difesa, mentre a Cafu vorrebbe domandare come riuscisse a essere così efficace sia quando attaccava sia quando proteggeva la propria area.

La passione per lo studio degli avversari accompagna da tempo il giocatore. Prima di affrontare Khvicha Kvaratskhelia al Maradona, ai tempi della Fiorentina, Kayode aveva analizzato circa 800 video del georgiano: conoscere movimenti, abitudini e soluzioni preferite, spiega, consente a un difensore di leggere meglio le situazioni e di sostenere il lavoro della squadra.


In Premier ogni duello pesa

Il campionato inglese gli propone ogni settimana un esterno capace di metterlo in difficoltà. Tra quelli affrontati, Jeremy Doku del Manchester City è il nome che più lo ha costretto a fare i conti con la velocità: secondo Kayode, i primi passi del belga sono eccezionali.

Proprio le partite contro calciatori di questo livello rappresentano, a suo giudizio, il modo più efficace per migliorare. Il difensore attende quindi con interesse una nuova sfida contro Doku, convinto che quei duelli possano accelerare la sua crescita.

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L’Italia ha cambiato prospettiva

L’esordio con la Nazionale, arrivato contro la Turchia grazie alla fiducia di Roberto Mancini, ha superato ogni aspettativa. «Sono ancora scioccato di quello che è successo», ha raccontato Kayode, ricordando una serata vissuta in trasferta su un campo considerato particolarmente impegnativo.

Il commissario tecnico gli aveva chiesto di rimanere sereno e di affidarsi alle qualità già mostrate in campo. Dopo quella gara, l’Italia ha affrontato anche la Francia e altre avversarie di alto livello, ritrovando secondo il terzino entusiasmo, risultati importanti e il sostegno dei tifosi. A novembre il giocatore vuole tornare nel gruppo con la stessa ambizione, senza però lasciarsi condizionare dai traguardi già raggiunti.


Nessun rimpianto sul mercato

Le indiscrezioni che lo accostavano all’Inter non hanno modificato i suoi programmi. Kayode aveva scelto di proseguire con il Brentford e di rinnovare il contratto già prima della conclusione della stagione, ritenendo l’ambiente inglese decisivo per il proprio percorso.

A conferma di quella scelta è arrivata la convocazione in Nazionale. Il calciatore ha anche conservato un ricordo concreto del debutto: il giorno successivo alla prima partita azzurra ha raccolto le firme dei compagni sulla maglia, poi l’ha fatta incorniciare e messa da parte. Sa, tuttavia, che nel calcio le gerarchie possono cambiare rapidamente: per questo considera il passato un motivo di orgoglio, ma non un traguardo definitivo.

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