Juventus, undici punti e un bivio: cosa deve cambiare
Il ko con la Lazio ha allargato il distacco dalla vetta e reso urgente una scelta su modulo, gerarchie e costruzione del gioco.
Undici punti in sette giornate e otto lunghezze da recuperare sulla prima posizione: è il bilancio con cui la Juventus deve fare i conti dopo la battuta d’arresto contro la Lazio. Per Luciano Spalletti non si tratta più soltanto di correggere alcuni dettagli, ma di restituire alla squadra una fisionomia riconoscibile.
La risposta dovrà coinvolgere la gestione del gruppo, la distribuzione dei compiti e il modo di occupare il campo. Anche la società, parallelamente, è chiamata a definire traguardi precisi per accompagnare il tentativo di uscire da una fase delicata.
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Spalletti cerca una direzione stabile
La prima esigenza riguarda la continuità delle scelte. L’alternanza tra moduli e interpreti, spiegabile anche con gli infortuni e il calendario fitto, ha impedito alla Juventus di consolidare automatismi e certezze. Un assetto come il 4-2-3-1 può rappresentare un’opzione, ma dovrà essere scelto in funzione delle qualità della rosa e non soltanto in risposta all’avversario di turno.
Altrettanto importante sarà definire meglio le gerarchie. Intensità, disponibilità e rendimento dovrebbero diventare i criteri principali per decidere chi mandare in campo, senza affidarsi esclusivamente al nome del giocatore. Spalletti dovrà quindi mantenere una linea coerente, evitando che le decisioni siano condizionate dalla reazione emotiva alla sconfitta.
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Centrocampo e attacco da ripensare
Contro la Lazio è emersa soprattutto la difficoltà nel tenere collegati i reparti. Il centrocampo non ha fornito sufficiente qualità nella costruzione e ha accompagnato poco il fronte offensivo; Douglas Luiz e Sarr, in particolare, non sono riusciti a dare alla manovra il contributo necessario. Servirà lavorare sulle distanze e sui movimenti per rendere la squadra più compatta e produttiva.
Resta poi da verificare l’ipotesi delle due punte. L’eventuale coppia formata da Kolo Muani e Woltemade avrebbe bisogno di un impianto preciso e di allenamenti costanti per valutarne l’intesa. Il compito di Spalletti sarà trasformare gli errori in indicazioni utili e costruire una Juventus più competitiva, mentre alla dirigenza spetterà fissare una rotta chiara per accompagnare il rilancio.
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