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Sport 1 min di lettura4 ore fa

Juventus-Ronaldo, nuova sfida sui 9,8 milioni: il caso arriva in Cassazione

Il club bianconero ha impugnato la decisione del Tribunale di Torino sul contenzioso relativo agli stipendi non versati durante la pandemia.

La Juventus riapre il contenzioso con Cristiano Ronaldo davanti alla Corte di Cassazione. Il club ha presentato ricorso contro la pronuncia del Tribunale di Torino, che il 13 gennaio 2026 aveva confermato il verdetto arbitrale favorevole al calciatore portoghese.

Al centro della disputa ci sono circa 19,6 milioni di euro richiesti da Ronaldo. La somma riconosciuta al giocatore è però pari a 9,8 milioni, cioè la metà dell’importo inizialmente reclamato, a cui si aggiungono gli interessi e la rivalutazione monetaria.

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Il ricorso tenta di ribaltare il verdetto

La nuova iniziativa giudiziaria rappresenta l’ultimo passaggio della battaglia legale sugli stipendi relativi al periodo della pandemia Covid. La Juventus punta a ottenere dalla Suprema Corte una revisione della decisione presa in secondo grado dal tribunale torinese.

Non è ancora stata fissata la data dell’udienza. Il procedimento nasce dall’impugnazione depositata dal club il 26 settembre 2024 presso la Sezione Lavoro del Tribunale di Torino, dopo la decisione del Collegio Arbitrale.

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Dal lodo ai pagamenti già effettuati

Il 17 aprile 2024 il Collegio Arbitrale aveva accolto soltanto in parte le richieste di Ronaldo, stabilendo che la società dovesse corrispondergli 9,8 milioni di euro, oltre agli importi aggiuntivi previsti per interessi e aggiornamento monetario.

La Juventus aveva già saldato quella cifra inserendola nel bilancio dell’esercizio 2023/2024. Il pagamento, tuttavia, non aveva chiuso la controversia: il club aveva scelto di contestare il lodo e successivamente si era rivolto al tribunale.

Con la sentenza del 13 gennaio 2026, il Tribunale di Torino ha respinto l’iniziativa della società e ha confermato l’esito dell’arbitrato. A carico della Juventus sono state inoltre poste le spese legali, quantificate in circa 80 mila euro.

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