Juventus, la crisi è nello spogliatoio: Carnevali deve scegliere
Dopo il 3-0 contro la Lazio, tra accuse pubbliche e dubbi di Spalletti sulla squadra, la dirigenza bianconera è chiamata a una decisione immediata
La sconfitta con la Lazio ha lasciato in eredità alla Juventus qualcosa di più pesante del solo 3-0. All’Allianz Stadium è emersa una frattura tra giocatori e allenatore, mentre la comunicazione del gruppo ha mostrato divisioni difficili da conciliare con l’immagine storica del club.
Il punto ora riguarda Giovanni Carnevali: il dirigente dovrà stabilire se confermare Luciano Spalletti con pieno sostegno oppure interrompere subito il rapporto. La stagione è ancora lunga, ma il rischio è che la squadra perda altro terreno e finisca per mancare per il secondo anno consecutivo l’accesso alla massima competizione europea.
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Una Juventus senza un fronte comune
A rendere il dopopartita particolarmente delicato non è stato soltanto il risultato. Guglielmo Vicario, arrivato a Torino da appena tre mesi e in prestito, è stato il primo calciatore inviato in conferenza stampa dopo una serata così difficile. Una scelta che ha lasciato in secondo piano i riferimenti abituali dello spogliatoio.
Poi Gleison Bremer ha rivolto critiche pubbliche a una parte dei compagni, assumendo un atteggiamento lontano da quello mostrato dai capitani bianconeri del passato. Luciano Spalletti, dopo aver rimproverato il difensore, ha ammesso di non avere più la certezza che il gruppo lo segua: un dubbio che pesa sulla sua permanenza.
Il quadro contrasta con l’idea della Juventus come squadra compatta nelle difficoltà. In passato, anche nei momenti più complicati, il club aveva cercato di proteggere all’esterno l’unità del gruppo. Un esempio resta il discorso pronunciato da Gianluigi Buffon nello spogliatoio di Reggio Emilia nel 2015-16, dopo una sconfitta che aveva fatto scivolare la squadra al dodicesimo posto: da quella reazione partì la rimonta verso lo scudetto.
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Carnevali davanti al bivio decisivo
Per Carnevali e Frederic Massara questa è la prima crisi di grande rilievo da quando hanno assunto il loro incarico alla Juventus. Il dirigente, in particolare, dovrà intervenire sul modo in cui squadra e singoli giocatori si presentano all’esterno, ma soprattutto dovrà chiarire quale sia la linea sul tecnico.
Spalletti non è stato scelto da Carnevali e il suo contratto è stato appena prolungato per altri due anni. Proprio per questo, la dirigenza si trova davanti a una scelta complessa: cambiare allenatore oppure difenderlo apertamente, anche se una parte dello spogliatoio sembra muoversi in una direzione diversa.
Non ci sono molte strade intermedie. La società può procedere con l’esonero, assumendosi il costo sportivo ed economico della decisione, oppure confermare Spalletti e pretendere dal gruppo una risposta netta. Rinviare il problema, invece, rischierebbe di lasciare la stagione senza una guida riconoscibile.
Il margine di errore si sta riducendo. Una nuova esclusione dalla massima competizione europea avrebbe conseguenze pesanti per la Juventus, sul piano sportivo e sui conti del club. Carnevali è chiamato ora a dimostrare se la sua gestione è all’altezza delle responsabilità richieste dalla storia bianconera.
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