Juventus, il dopo Spalletti prende forma: Inzaghi o Farioli
Gli infortuni spingono il tecnico verso il 3-5-2, mentre il club valuta scenari futuri, rinforzi di gennaio e possibili alternative in panchina.
Gli stop di Yildiz e Conceição spingono Luciano Spalletti a ridisegnare la Juventus. L'allenatore valuta il 3-5-2, con Nico Gonzalez utilizzabile da esterno a tutta fascia e una possibile linea offensiva formata da Woltemade e Kolo Muani.
Nel nuovo assetto potrebbero trovare spazio anche Cambiaso, Celik e Kalulu sulle corsie. McKennie, invece, sarebbe chiamato soprattutto a dare sostanza al centrocampo insieme a Sarr e Douglas Luiz.
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Il mercato dovrà colmare tre vuoti
La società considera prioritario arrivare alla pausa invernale senza allontanarsi troppo dalla zona Champions League. Una posizione di classifica ancora gestibile permetterebbe di intervenire a gennaio per correggere le carenze più evidenti della rosa.
Le necessità individuate riguardano tre ruoli: un terzino sinistro, un centrocampista e una punta centrale. Il mercato di gennaio diventerebbe così uno strumento per sostenere la squadra e ridurre i problemi emersi nella prima parte della stagione.
Due nomi per il futuro
Per il momento Spalletti conserva la fiducia della Juventus. Il club non ha deciso di sostituirlo e non lo considera sottoposto a una supervisione speciale, anche se le prossime tre gare contro Rennes, Lecce e Genoa potrebbero pesare sull'equilibrio della situazione.
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Nel caso servisse una soluzione temporanea, l'ipotesi indicata è quella di Pioli, che in passato ha condiviso con Massara lo scudetto conquistato al Milan. Per una scelta destinata a durare più a lungo, invece, vengono accostati Simone Inzaghi, oggi all'Al-Hilal, e Francesco Farioli, alla guida del Porto.
Conte resta sullo sfondo
Antonio Conte continua a essere richiesto dai tifosi, ma non rientra nei piani immediati dei dirigenti come alternativa d'emergenza. L'allenatore, intanto, segue anche ciò che accade al Manchester United.
Se i risultati delle prossime partite facessero precipitare la crisi, la spinta popolare per il suo ritorno potrebbe diventare difficile da contenere. In quel caso John Elkann avrebbe la possibilità di imporre la soluzione ai vertici del club, anche se oggi questo scenario non viene considerato.
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