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Sport 2 min di lettura4 giorni fa

Juventus, conti in rosso e svolta obbligata: il buco stimato per il 2025-26

Il club bianconero si prepara a un’altra annata complicata sul piano economico, mentre Exor valuta nuove risorse e Spalletti dovrà tenere insieme ambizioni e disciplina di spesa.

Il margine per rilanciare la Juventus esiste, ma passa da scelte più rigorose e da un sostegno finanziario ancora da definire. In questa fase, la priorità non è soltanto tornare competitivi, bensì evitare che la ricerca dei risultati sportivi riapra squilibri già noti.


Il nodo vero è la sostenibilità

Per il 2025-26 la società bianconera si aspetta ancora un passivo importante, stimato tra i 58 e i 63 milioni di euro. Un dato che fotografa bene quanto sia delicato l’incrocio tra campo e bilancio, soprattutto dopo una fase in cui i conti hanno continuato a soffrire.

La prospettiva di un nuovo intervento di Exor viene considerata centrale per accompagnare il club in questa transizione. Resta però aperto il problema più difficile: competere ai livelli più alti senza ripetere un modello fondato su spese elevate e ritorni immediati.


Una eredità pesante da assorbire

La Juventus si porta dietro gli effetti di scelte che hanno inciso a lungo sui conti, a partire dalla stagione degli investimenti massicci e dall’operazione Cristiano Ronaldo. A complicare il quadro hanno contribuito gli ingaggi elevati e la mancata presenza in Champions League, fattori che hanno reso più fragile l’impianto economico del club.

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Anche sul piano sportivo, il riferimento è a un periodo senza risultati davvero significativi dopo il 2024, ultimo campionato con Massimiliano Allegri in panchina. Il club ha così mostrato quanto sia difficile reggere, allo stesso tempo, ambizione tecnica e equilibrio finanziario.


Spalletti dentro la fase più delicata

La nuova stagione si apre con Luciano Spalletti alla guida, in un contesto che impone decisioni pesanti. La dirigenza dovrà trovare una formula capace di ridurre gli errori del passato e di dare continuità a un progetto che, finora, ha cambiato più volte volto.

Dopo l’uscita di scena di Andrea Agnelli, la fase di passaggio è stata gestita da John Elkann e dal gruppo Exor, mentre si sono alternati dirigenti, allenatori e calciatori. Questa instabilità ha reso più complicata la costruzione di una squadra davvero competitiva in Europa, e ora il club è chiamato a ricominciare da un equilibrio diverso: vincere senza mettere a rischio i conti.

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