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Sport 3 min di lettura3 ore fa

Juventus, 72,2 milioni in bilico: così possono cambiare mercato e rosa

I riscatti dei giocatori in prestito potrebbero alleggerire i conti, ma senza Champions la società rischia di dover sacrificare uno dei suoi talenti più preziosi.

Il prossimo mercato della Juventus potrebbe dipendere anche dai riscatti dei calciatori ceduti temporaneamente. Se tutte le operazioni previste andassero a buon fine, il club bianconero avrebbe la possibilità di incassare 72,2 milioni di euro, una somma utile per attenuare l'assenza dei ricavi legati alla Champions League.


I riscatti possono dare ossigeno

Tra le operazioni più rilevanti c'è quella di Jonathan David, per il quale l'Atletico dispone di un'opzione da 25 milioni di euro. Michele Di Gregorio potrebbe invece essere acquistato dal Bournemouth per 12,7 milioni, ai quali si aggiungerebbero 1,5 milioni di bonus.

Fabio Miretti è seguito dal Besiktas, che può esercitare il riscatto fissato a 13 milioni. La Fiorentina, dal canto suo, avrebbe la possibilità di trattenere Joao Mario versando 9,5 milioni alla Juventus. Anche Vasilije Adzic potrebbe rientrare tra i giocatori destinati a generare risorse: il Sassuolo ha un'opzione da 12 milioni, mentre i bianconeri dispongono di un contro-riscatto pari a 13,7 milioni.

Il quadro comprende anche Lois Openda, attualmente al Lione. Per il suo trasferimento non è stata stabilita una cifra di riscatto e il suo peso contabile al 30 giugno 2027 sfiorerebbe i 30 milioni. Per questo motivo, il suo eventuale ritorno economico non è stato inserito nel calcolo complessivo. La stima di 72,2 milioni esclude inoltre l'ipotesi di un mancato contro-riscatto per Adzic.


Yildiz resta il sacrificio più pesante

Se i ricavi ordinari non cresceranno abbastanza, la Juventus potrebbe dover intervenire sul patrimonio tecnico. In questo scenario, il nome con il maggiore potenziale economico è quello di Kenan Yildiz: essendo arrivato a parametro zero, una sua eventuale cessione produrrebbe una plusvalenza quasi interamente utile a migliorare i conti.

Tra i calciatori che potrebbero attirare interesse vengono indicati anche Thuram, Bremer, Conceicao e Alajbegovic. Koopmeiners, invece, avrebbe un impatto contabile diverso e non rappresenterebbe la soluzione più immediata per sistemare il bilancio. L'obiettivo dichiarato resta comunque quello di evitare una partenza illustre entro giugno.

Giovanni Carnevali ha spiegato che la costruzione della squadra dovrà seguire criteri molto selettivi: «Mi piacerebbe acquistare tre grandi campioni, ma non si può. Quindi bisogna rinforzare la squadra operando con intelligenza e sfruttando le occasioni». L'amministratore delegato ha aggiunto che i riscatti dei giocatori oggi in prestito potrebbero rendere non indispensabile una cessione di primo piano.

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La Champions pesa su tutto

La qualificazione alla massima competizione europea rappresenta il passaggio decisivo per la programmazione. Un secondo mancato accesso consecutivo ridurrebbe in modo significativo le entrate della stagione 2026/2027 e renderebbe più severe le scelte sul mercato.

Carnevali ha sintetizzato così il rapporto tra risultati sportivi e sostenibilità: «Il quarto posto è diventato più business che calcio, se arrivi in Champions è una cosa, altrimenti è un bagno di sangue». Per la Juventus, quindi, il piazzamento non avrebbe soltanto un valore agonistico, ma inciderebbe direttamente sulla capacità di mantenere l'attuale livello della rosa.


Spalletti davanti a un bivio

Luciano Spalletti dovrà riportare la squadra in Champions League e provare, se possibile, a conquistare un trofeo come l'Europa League. Il rendimento della Juventus nella stagione 2026/2027 sarà dunque determinante per stabilire se il progetto potrà proseguire senza interventi drastici.

La società deve inoltre muoversi entro i vincoli previsti dall'accordo sottoscritto con la Uefa. Carnevali ha ricordato che competitività e conti dovranno procedere insieme, perché il club non può aumentare gli investimenti senza rispettare i parametri finanziari già fissati.

Le parole dell'amministratore delegato hanno aumentato l'attenzione sul futuro bianconero dopo la chiusura del bilancio 2025/2026. I risultati del campo, insieme agli incassi dei riscatti e alle entrate europee, stabiliranno quanto sarà ampio il margine di manovra della Juventus.

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