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Sport 2 min di lettura3 ore fa

Juve, Tacchinardi indica il leader nascosto: «Va fatto giocare

L’ex centrocampista bianconero critica l’atteggiamento della squadra, analizza le difficoltà di Kolo Muani e vede in Federico Gatti uno dei pochi veri trascinatori.

Alessio Tacchinardi individua in Federico Gatti uno dei giocatori più vicini allo spirito storico della Juventus, pur sottolineando il suo scarso impiego. L’ex centrocampista bianconero, oggi commentatore e intervistato da Tuttosport, ha inoltre analizzato il momento della squadra e le difficoltà incontrate da Randal Kolo Muani.

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Gatti ha il carattere giusto

Secondo Tacchinardi, nella Juventus attuale sono rimasti pochi elementi capaci di incarnare la mentalità che per anni ha contraddistinto il club. Il riferimento è alle squadre del passato, comprese quelle dei nove scudetti consecutivi, diventate un modello con cui il presente continua inevitabilmente a confrontarsi.

Tra i giocatori che ancora rappresentano quel tipo di atteggiamento, l’ex bianconero cita proprio Gatti: «È scorbutico, nel senso positivo del termine. È duro, coinvolge il pubblico e trascina anche i compagni». Tacchinardi ammette di non comprendere il motivo del suo limitato utilizzo, ma lo considera una risorsa capace di trasmettere energia al gruppo.


Kolo Muani cerca la posizione

Il giudizio su Kolo Muani nasce da una prestazione ritenuta insufficiente, ma non si limita alla singola partita. Per Tacchinardi, il francese non è una prima punta tradizionale e inserirlo nel sistema di gioco attuale della Juventus presenta difficoltà particolari, soprattutto contro difese già organizzate.

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L’ex centrocampista osserva che l’attaccante tende a occupare poco l’area e può diventare insofferente quando trova pochi spazi. Per questo gli consiglia di affrontare le gare con maggiore leggerezza, evitando che il peso delle aspettative finisca per condizionarlo come, a suo giudizio, è accaduto anche a Openda e David.


La critica riguarda la squadra

Tacchinardi separa le responsabilità dei calciatori da quelle dell’allenatore. La sua osservazione non è rivolta a Luciano Spalletti, bensì all’atteggiamento mostrato dai giocatori: «Devono dare di più». A suo avviso, negli ultimi venti minuti della gara la squadra ha mostrato una combattività diversa, un’intensità dalla quale dovrebbe ripartire prima di concentrarsi sugli aspetti tattici.

La priorità, dunque, è recuperare una maggiore continuità nell’atteggiamento e riportare in campo quei pochi elementi ritenuti capaci di alimentare la personalità collettiva. Nella lettura di Tacchinardi, Gatti è uno di questi e il suo impiego potrebbe contribuire a restituire alla Juventus una parte del carattere smarrito nel corso degli anni.

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