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Sport 3 min di lettura1 ora fa

Juve, la svolta passa dal 3-5-2: la ricetta di Massimo Mauro

L’ex centrocampista analizza la crisi bianconera, difende Spalletti dagli alibi legati agli infortuni e propone una soluzione tattica per ritrovare equilibrio.

La soluzione per rimettere in equilibrio la Juventus potrebbe essere un ritorno al 3-5-2. Massimo Mauro vede questo sistema come una possibile risposta alle difficoltà difensive della squadra e immagina Yildiz più vicino alla porta, nel ruolo di seconda punta, quando sarà nuovamente disponibile.

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Il modulo può cambiare la Juve

Secondo Mauro, davanti a Bremer non più brillante come tre anni fa dovrebbe giocare Lucumì, affiancato dallo stesso brasiliano e da uno tra Gatti e Kelly. Sulle corsie esterne ci sarebbero Kalulu e Cambiaso, con la possibilità di scegliere interpreti più prudenti o più offensivi in base all’andamento della gara.

Una struttura del genere, nella sua valutazione, renderebbe il reparto meno vulnerabile e aiuterebbe la squadra a difendersi meglio anche sulle palle alte. La mediana a tre potrebbe inoltre favorire Douglas Luiz, che l’ex centrocampista considera poco efficace quando viene impiegato in moduli con un raggio d’azione più limitato.

Al rientro, Yildiz potrebbe agire accanto a Kolo Muani o Woltemade, senza dover svolgere gli stessi compiti difensivi previsti da un esterno. Mauro riconosce però che una scelta simile ridurrebbe il peso di giocatori offensivi come Conceiçao, Boga, Alajbegovic e Zhegrova, rendendo più complesso cambiare impostazione dopo gli investimenti effettuati.


Conte non è l’unico riferimento

Il possibile ritorno di Antonio Conte viene associato proprio al 3-5-2, ma Mauro ricorda che questo assetto non appartiene esclusivamente all’ex allenatore bianconero. «Il 3-5-2 è diventato per esigenze il modulo di Allegri e potrebbe diventare anche quello di Spalletti», ha spiegato parlando dell’ipotesi tattica.

Per l’ex giocatore, il problema della Juventus non può essere attribuito soltanto alla guida tecnica. Il rendimento è molto al di sotto delle attese, ma le assenze di Yildiz, Thuram e Locatelli hanno privato Spalletti di tre elementi considerati fondamentali per il progetto.

Mauro giudica inoltre sorprendente vedere Douglas Luiz e Sarr partire titolari in una Juventus di vertice. A suo avviso, la rosa si è rivelata meno competitiva di quanto si pensasse e questo spiega almeno in parte la difficoltà dell’allenatore nel dare continuità alla squadra.


Spalletti sotto esame

Il confronto con l’esperienza in Nazionale, secondo Mauro, è sfavorevole per Spalletti: alla Juventus lavora ogni giorno con i calciatori, ma non è riuscito a ottenere quella brillantezza e quella capacità di migliorare le prestazioni individuali che in passato avevano caratterizzato le sue squadre.

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L’ex centrocampista non considera comunque corretto scaricare ogni responsabilità sul tecnico. Spalletti è esposto perché i risultati sono insufficienti, ma la crisi, iniziata ormai da 7-8 mesi, sarebbe legata soprattutto a una rosa ritenuta inferiore alle aspettative iniziali.

Anche la scelta offensiva avrebbe inciso. L’idea era sviluppare il gioco sulle fasce, affidandosi soprattutto a Yildiz e Conceiçao; l’infortunio del turco e il rendimento del portoghese, che Mauro non considera ancora un giocatore di vertice, hanno però indebolito quel piano.


La Lazio ha evidenziato tutte le lacune

La partita contro la Lazio ha rappresentato, secondo Mauro, la fotografia più evidente dei problemi attuali. Allo stadio, l’ex calciatore ha notato difficoltà non soltanto nel controllo della palla e nel dribbling, ma anche nei movimenti senza palla, nelle distanze e nella scelta della posizione.

La squadra è apparsa incapace di svolgere con naturalezza i compiti richiesti a giocatori della Juventus. La pressione della maglia, descritta da Mauro come un peso difficile da sostenere, avrebbe portato molti elementi a cercare il pallone contemporaneamente, lasciando scoperta la fase difensiva.

In questo contesto, la Lazio avrebbe trovato terreno favorevole e messo in evidenza le fragilità di Bremer e dei suoi compagni. Mauro ha paragonato l’atteggiamento visto in campo a una sfida tra una formazione di Serie A e una di Serie D.

Anche Alajbegovic è finito sotto osservazione: nel primo tempo, secondo l’analisi dell’ex centrocampista, sarebbe tornato in posizione difensiva due volte e avrebbe prodotto soltanto due cross. Un rendimento giudicato troppo basso rispetto ai 30 milioni di euro investiti per il suo cartellino.

«La Juve sta andando non male, malissimo», ha affermato Mauro, sottolineando quanto i punti raccolti siano pochi. La classifica, insieme alle prestazioni recenti e all’emergenza degli infortuni, alimenta così i dubbi sul futuro della squadra e sulla posizione di Spalletti.

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