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Sport 2 min di lettura22 set

Italia, la svolta giovane parte da Kayode: il messaggio agli azzurri

La sensazione, a Coverciano, è quella di un passaggio delicato: l’Italia si presenta con una squadra più giovane e con molti giocatori di seconda generazione, chiamati a dare impulso a un ciclo diverso dopo anni difficili.

Roberto Mancini ha convocato diversi volti nuovi per il raduno che precede i quattro impegni di Nations League, mentre domani è atteso il presidente federale Giovanni Malagò.


Kayode ha già scelto l’Italia

Tra i debuttanti c’è Michael Kayode, nato nel 2004 a Borgomanero, in Piemonte, con radici nigeriane e quindi doppio passaporto. La federazione nigeriana aveva provato a sondarlo, ma il terzino ha ribadito di aver deciso da tempo per l’azzurro: il percorso nelle selezioni giovanili italiane e l’Europeo Under 19 vinto nel 2023, con un suo gol nella finale, hanno rafforzato una scelta che lui considera naturale.

Il difensore del Brentford ha spiegato che per lui far parte della Nazionale è un privilegio e ha inserito nel discorso anche i compagni con un profilo simile al suo. Secondo Kayode, il gruppo sente forte la voglia di rilanciare il Paese dopo la mancata partecipazione agli ultimi tre Mondiali, e a suo avviso i tifosi possono aspettarsi un tentativo serio di ricostruzione.


Dalla Serie D alla Premier League

Il percorso del 22enne non è stato lineare. Dopo il passaggio nelle giovanili della Juventus e l’esordio in Serie A con la Fiorentina, arrivato quando il club viola gli ha dato una chance importante, è stata soprattutto l’esperienza in Serie D con il Gozzano a lasciargli un segno profondo. Kayode la considera una tappa decisiva e invita i ragazzi a non sentirsi tagliati fuori quando scendono di categoria, perché anche lì si può crescere molto.

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La sua carriera è ripartita poi dall’Inghilterra, dove gioca da protagonista e dove, dice, conta prima di tutto il minutaggio. Non ha rimpianti per non essere rimasto alla Juventus o in Serie A; le attenzioni arrivate anche dall’Inter in estate lo hanno fatto piacere, ma il Brentford aveva già trovato con lui l’intesa per il rinnovo. Anche la recente paternità, con la nascita della piccola Amelie, ha contribuito a dargli ulteriore slancio.


Un gruppo che vuole ripartire

Kayode sostiene che la differenza vera, per un giovane, non sia tra campionati ma tra chi gioca e chi resta fermo. Da qui il suo messaggio finale, che si lega bene al clima del raduno: questa Italia, dice, vuole costruire qualcosa di nuovo senza farsi condizionare dalle delusioni del passato. E il difensore, con la sua storia, è uno dei simboli di questa ripartenza.

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