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Sport 2 min di lettura4 giorni fa

Italia, la crisi non si ferma: Mancini già sotto esame e il palazzo trema

Il ko contro il Belgio riaccende i dubbi sulla Nazionale: ora Istanbul può diventare decisiva anche per il futuro del nuovo progetto azzurro.

La sfida di lunedì a Istanbul arriva già con il peso di una possibile svolta negativa. Dopo la sconfitta contro il Belgio, la nuova Italia di Roberto Mancini dovrà reagire subito per non compromettere il percorso nella Nations League e per allontanare le ombre che si addensano anche sulla governance del calcio italiano.


Istanbul diventa subito decisiva

All'Olimpico l'attesa era stata notevole: il match ha raccolto oltre 6,3 milioni di telespettatori su Rai 1, con il 34,2% di share, risultando il programma più seguito della prima serata. La risposta della squadra, tuttavia, è stata deludente e il pubblico ha accompagnato gli azzurri verso gli spogliatoi con una pioggia di fischi.

Il Belgio ha imposto il proprio ritmo e ha vinto 2-0, mostrando maggiore compattezza e lucidità. Tra i titolari più esperti, da Di Lorenzo a Tonali e Barella, e i nuovi arrivati, come Romano e Coppola, soltanto Donnarumma ha offerto una prova da sufficienza. Mancini ha comunque difeso il gruppo: "La prestazione non è stata al di sotto delle aspettative". Il commissario tecnico ha riconosciuto la superiorità belga nella prima frazione, sostenendo però che nella ripresa la squadra avesse giocato molto bene fino al contropiede che ha portato al raddoppio.


Il progetto cerca ancora una direzione

La battuta d'arresto all'esordio non rappresenta necessariamente una condanna: anche Marcello Lippi aveva perso la prima amichevole da ct, nel 2004 contro l'Islanda, prima di conquistare il Mondiale in Germania. Il calendario attuale, però, concede poco tempo per correggere gli errori, perché le quattro partite della Nations League sono ravvicinate e gli avversari hanno un livello elevato.

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Mancini ha dedicato il sabato al lavoro al Cpo Giulio Onesti, concentrandosi soprattutto sull'aspetto mentale. La trasferta turca si annuncia complicata anche per l'ambiente dello stadio e la Turchia, sconfitta di misura dalla Francia, ha a sua volta bisogno di fare punti. Un altro risultato negativo rischierebbe di pesare sia sul torneo sia sull'intero progetto tecnico nato dopo le macerie di Zenica.


Malagò attende le mosse del Coni

La crisi non riguarda soltanto il terreno di gioco. L'ennesimo passo falso renderebbe più fragile la posizione di Giovanni Malagò, presidente federale sul quale grava l'ipotesi di commissariamento a poco più di tre mesi dall'elezione. Per questo Malagò sarà in Turchia, vicino alla squadra, mentre resta aperta la questione legata al tesseramento.

La Giunta del Coni è stata convocata d'urgenza per martedì, anche se l'ordine del giorno riguarda al momento la Federazione pesistica dopo le dimissioni del suo presidente. Sullo sfondo rimane il rapporto con i tifosi: per recuperare entusiasmo e partecipazione serviranno risultati, ma anche prestazioni capaci di convincere. Gli azzurri dovranno quindi trasformare i fischi di Roma in una reazione concreta a Istanbul.

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