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Sport 3 min di lettura2 ott

Italia, il difensore che può cambiare tutto: la scelta di Mancini

Leoni e Reggiani rappresentano il futuro, ma l’equilibrio della retroguardia azzurra passerà anche dall’eventuale ritorno di Dimarco.

Giovanni Leoni resta uno dei nomi più attesi per il futuro della Nazionale. Se riuscirà a ritrovare il livello mostrato prima dell’infortunio al ginocchio, il giovane centrale potrebbe diventare il compagno ideale di Alessandro Bastoni. Tra i profili da seguire c’è anche Luca Reggiani, classe 2008, cresciuto nel Sassuolo e oggi al Borussia Dortmund.

Anche il presente, però, offre diverse alternative. Federico Gatti, qualora riuscisse a trovare maggiore continuità, rappresenterebbe una soluzione molto adatta a una difesa a quattro, grazie a un’interpretazione del ruolo più tradizionale. Alessandro Buongiorno, invece, aggiungerebbe marcatura e fisicità, pur avendo alle spalle due stagioni condizionate dagli infortuni.


I giovani spingono per un posto

Leoni si è messo in evidenza con il Parma prima del trasferimento al Liverpool e, per caratteristiche, potrebbe completare Bastoni meglio di molti altri centrali. La sua crescita dovrà essere valutata dopo il recupero, ma il potenziale lo colloca già tra i giocatori osservati con maggiore attenzione in prospettiva azzurra.

Reggiani appartiene a una generazione ancora più giovane e rappresenta un investimento per gli anni successivi. Il suo percorso al Borussia Dortmund sarà seguito con interesse, mentre Gatti può offrire una risposta più immediata se riuscirà a ritagliarsi spazio con continuità.


Dimarco è il nodo tattico

La questione non riguarda soltanto la scelta del centrale da affiancare a Bastoni. Federico Dimarco, assente in questa tornata, è reduce dal riconoscimento come miglior giocatore dell’ultima Serie A e costituisce una risorsa importante, ma il suo impiego richiede un progetto preciso.

Nell’Inter è abituato a occupare la fascia in un centrocampo a cinque. Quando è stato utilizzato come terzino in una linea a quattro, il rendimento non è apparso altrettanto efficace. Per schierarlo basso, Mancini potrebbe quindi aver bisogno di un difensore più specializzato nella marcatura accanto a Bastoni; in alternativa, Dimarco potrebbe essere avanzato e protetto da Riccardo Calafiori alle sue spalle.


Bastoni guida le gerarchie

Al momento Alessandro Bastoni sembra il punto fermo della retroguardia italiana. Il difensore dell’Inter combina capacità di lettura, qualità nell’avvio dell’azione e personalità nella gestione del reparto, anche se l’errore commesso a Zenica contro la Bosnia ha pesato sul suo percorso in azzurro.

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Il centrale classe 1999 ha mostrato di poter aiutare anche il compagno di reparto, come accaduto in Turchia con Giorgio Scalvini. Per esprimersi al meglio, tuttavia, necessita di un partner più portato alla marcatura oppure di un sostegno significativo da parte di un terzino con spiccate doti difensive.


Le alternative per la difesa

Tra i convocati, Gianluca Mancini e Scalvini appaiono le combinazioni più funzionali al fianco del difensore dell’Inter. Il romanista è il marcatore più puro del gruppo, mentre il giocatore dell’Atalanta offre qualità nell’uscita palla al piede e una buona presenza nel gioco aereo.

Il reparto comprende anche Calafiori, Daniele Ghilardi, Diego Coppola e Honest Ahanor. Calafiori sembra però più adatto al ruolo di terzino o, eventualmente, a sostituire Bastoni per la sua naturale predisposizione a giocare sul centrosinistra. Coppola è già stato utilizzato contro il Belgio, mentre Gianluca Mancini aveva trovato spazio nella stessa sfida.


La Francia misura il nuovo ciclo

La gara contro la Francia sarà la prova più impegnativa delle prime quattro partite di questa fase della gestione Roberto Mancini. La formazione azzurra dovrebbe proporre una sintesi delle soluzioni provate nella sconfitta contro il Belgio e nel successo netto ottenuto in Turchia.

La sfida offrirà quindi nuove indicazioni sulla coppia centrale, ma anche sul sistema più adatto a valorizzare Dimarco quando tornerà disponibile. La linea difensiva continua a cambiare, mentre le gerarchie definitive dipenderanno dall’equilibrio tra costruzione, marcatura e copertura delle fasce.

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