Italia-Cina, non c’è solo il tennis: il caso Peng torna sullo sfondo
A Shenzhen le azzurre inseguono il terzo titolo consecutivo, ma la sfida con le padrone di casa riporta in primo piano una vicenda che resta senza una chiusura definitiva.
A Shenzhen l’Italia si gioca molto più di un semplice passaggio del turno: la squadra di Tathiana Garbin affronta la Cina con la possibilità di avvicinare un traguardo mai centrato, il terzo successo di fila in Billie Jean King Cup. Il match è fissato per giovedì, non prima delle 17 locali, cioè le 11 italiane, alla Shenzhen Bay Sports Centre Arena.
Qinwen guida una Cina diversa
Le azzurre arrivano da campionesse in carica e ritrovano lo stesso avversario di un anno fa, quando nei quarti si imposero 2-0 prima di alzare ancora il trofeo. Il bilancio resta nettamente favorevole: tre confronti, tre vittorie italiane e nessun punto lasciato per strada. Garbin ha confermato Jasmine Paolini, Elisabetta Cocciaretto, Lucia Bronzetti, Sara Errani e Tyra Grant, mentre la Cina si affida soprattutto a Zheng Qinwen, oro olimpico a Parigi 2024, rientrata per la fase finale insieme a Wang Xiyu, Zhang Shuai, Guo Hanyu e Jiang Xinyu; la capitana è Zheng Jie.
Peng Shuai, il nodo che non si chiude
Fuori dal campo, però, il contesto cinese porta con sé un’altra storia rimasta aperta. Prima del caso che la rese un simbolo globale, Peng Shuai era stata una colonna del tennis del Paese: prima cinese capace di arrivare in vetta al ranking Wta in doppio, numero 1 nel 2014 e vincitrice in coppia di Wimbledon 2013 e Roland Garros 2014.
Il 2 novembre 2021 pubblicò su Weibo un messaggio in cui raccontava il rapporto con Zhang Gaoli, ex vicepremier e già membro del Comitato permanente del Politburo, affermando di essere stata costretta ad avere un rapporto sessuale. Quel post scomparve in pochi minuti, insieme ai commenti, e da lì la giocatrice sparì per settimane dalla scena pubblica. La Wta reagì sospendendo a dicembre 2021 i tornei in Cina e a Hong Kong.
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Apparizioni brevi e molti interrogativi
In seguito arrivarono alcune riemersioni pubbliche: Peng fu vista alle Olimpiadi invernali di Pechino nel febbraio 2022 e parlò con L’Équipe, negando di aver denunciato una violenza sessuale e definendo tutto un malinteso. La Wta, però, non considerò sufficienti quelle spiegazioni. Nel 2023 il quotidiano francese ricordava che, a distanza di un anno da quell’intervista, non c’erano state nuove apparizioni e il circuito non era riuscito a incontrarla direttamente.
Oggi i dati ufficiali la indicano come inattiva: non disputa partite dal 2022 e la sua carriera agonistica si è fermata. Nel frattempo la Wta è tornata a organizzare eventi in Cina, dopo quasi due anni di stop, ma la sua presenza nel Paese non ha ancora chiarito i punti rimasti sospesi attorno alla vicenda Peng.
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