Inzaghi, il gol nasceva da un limite: il retroscena di Oddo
L’ex compagno di squadra racconta l’astuzia dell’attaccante e Mark Iuliano ricorda i suoi gol decisivi nei momenti più complicati.
Filippo Inzaghi trasformava una lacuna tecnica in un’arma decisiva. Massimo Oddo ha raccontato un curioso episodio sul suo ex compagno di squadra durante un podcast di Rompipallone, spiegando come l’attaccante riuscisse a rendersi pericoloso anche senza puntare sul dribbling.
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Oddo svela il segreto di Inzaghi
Secondo Oddo, Inzaghi non disponeva di una qualità specifica tipica dei grandi calciatori, ma compensava quel limite con intelligenza e furbizia. Il difensore, campione del mondo nel 2006 e d’Europa nel 2007 con il Milan, ha ricordato così l’ex compagno: «Pippo non aveva una qualità da calciatore, non ne aveva una. Lui era furbo e intelligente».
L’ex terzino ha poi spiegato il meccanismo con cui Inzaghi riusciva a superare gli avversari pur non avendo particolare abilità nel dribbling. L’attaccante correva, spingeva il pallone in avanti tra i piedi del difensore e contava sulla propria velocità per ritrovarselo subito dopo, già proiettato verso la porta.
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Iuliano ricorda i gol pesanti
Anche Mark Iuliano ha descritto il carattere particolare dell’ex centravanti. Il difensore ha sottolineato come Inzaghi potesse restare ai margini della partita per lunghi tratti, soprattutto nelle trasferte più difficili, senza però perdere la capacità di incidere nel momento decisivo.
«Pippo aveva una faccia da schiaffi, ma in senso buono. Magari giocavi tutta la partita fuori casa, in totale sofferenza e lui non ne beccava mezza, e poi al 92' riusciva a segnare e a farti vincere la partita», ha raccontato Iuliano. È il ritratto di un attaccante capace di trasformare una presenza apparentemente discreta in un gol decisivo allo scadere.
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