Inter, tre volti diversi nella pausa: chi vola e chi deve ancora inserirsi
Il bilancio di questo avvio di stagione premia Lautaro Martinez e Andy Diouf, mentre Curtis Jones resta in una fase di adattamento nel gruppo guidato da Cristian Chivu.
La sosta del campionato offre all’Inter l’occasione per mettere in fila i primi giudizi su un gruppo che, sotto la guida di Cristian Chivu, sta già mostrando gerarchie piuttosto chiare. Il nome più pesante è quello di Lautaro Martinez, ma accanto a lui emergono anche la crescita di Andy Diouf e il percorso ancora incompleto di Curtis Jones.
Lautaro al centro del progetto
Se c’è un punto fermo in questa prima parte di stagione, è il capitano argentino. Lautaro Martinez ha risposto alle vecchie perplessità con i fatti, incidendo nei momenti più delicati e prendendosi la squadra sulle spalle quando serviva maggior peso offensivo.
Le doppiette contro Napoli e Roma hanno rafforzato la sua immagine di riferimento tecnico e carismatico. Il totale con la maglia nerazzurra è arrivato a 179 reti, un dato che lo avvicina ai grandi marcatori della storia interista, tra cui Spillo Altobelli.
Diouf sta andando oltre le attese
Tra le sorprese più gradite c’è Andy Diouf, che ha saputo ritagliarsi spazio in fretta. La scelta di Chivu di impiegarlo da esterno destro ha dato risposte concrete e ha reso il suo rendimento uno dei temi più interessanti di questo avvio.
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Le prove offerte contro avversarie di livello come Napoli, Real Madrid e Roma hanno confermato l’impressione positiva. I numeri aiutano a spiegare il momento del francese: 3 assist in 5 presenze e un peso crescente nelle rotazioni, con un minutaggio che lo colloca subito dietro a Nicolò Barella e Alessandro Bastoni tra i giocatori di movimento più utilizzati.
Jones, inserimento ancora da completare
Più graduale invece l’impatto di Curtis Jones, arrivato più tardi rispetto agli altri per i ritardi legati alla trattativa con il Liverpool. Il centrocampista inglese sta ancora cercando il ritmo giusto dentro un sistema già rodato, e per ora il suo percorso resta segnato da una fase di adattamento.
Qualche segnale positivo è già arrivato, soprattutto nella partita contro il Napoli, ma non sono mancati passaggi più complicati. L’errore al Bernabeu rientra tra gli episodi che raccontano un inserimento non ancora pienamente completato, anche se il potenziale del giocatore continua a emergere.
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