Inter, Champions senza alibi: Marotta rilancia il sogno del trofeo
Il presidente nerazzurro chiede una reazione dopo le due sconfitte europee e difende il gruppo dalle critiche per i problemi arretrati.
La sfida con lo Shakhtar Donetsk arriva in un momento delicato per l’Inter, ancora a secco di punti dopo le prime due gare di Champions League. Beppe Marotta invita però a non trasformare le difficoltà iniziali in un alibi e rilancia l’ambizione europea del club, pur riconoscendo quanto sia complicato arrivare fino al trofeo.
GioiaPura
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Marotta tiene aperta la porta del sogno
Il presidente nerazzurro ha chiarito che la Champions non viene indicata come un obiettivo obbligatorio, bensì come una competizione nella quale l’Inter deve esprimersi al meglio. «Abbiamo il dovere di fare bene e il diritto di sognare», ha detto Marotta prima dell’incontro, definendo la conquista del torneo un traguardo ancora da inseguire con realismo.
Il dirigente ha ricordato anche il percorso del Paris Saint-Germain, vincitore dell’edizione precedente nonostante un avvio segnato da tre sconfitte. Un riferimento utile a ridimensionare il peso dei risultati negativi, senza tuttavia cancellare la necessità di reagire: le due battute d’arresto, ha sottolineato, fanno male e impongono una risposta immediata.
Difesa rinnovata, nessuna giustificazione
Marotta ha poi ricondotto le difficoltà del reparto arretrato ai numerosi cambiamenti avvenuti durante l’estate. L’Inter ha perso quattro giocatori e, secondo il presidente, trovare sostituti all’altezza non è stato semplice: alcuni addii sono stati legati all’età, mentre tra le partenze ha citato anche quella di Dumfries, trasferitosi al Real Madrid.
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Il presidente ha comunque escluso l’idea di attribuire ogni responsabilità alla difesa. «Non è un alibi», ha precisato, spiegando che l’efficacia del reparto dipende anche dal contributo dell’intera squadra. A suo giudizio, l’Inter può ancora correggere i propri difetti e migliorare il rendimento collettivo.
Un ciclo ancora da completare
Marotta considera positivo il cammino compiuto dall’Inter negli ultimi anni. La presenza costante in Champions, gli scudetti, gli altri trofei e le finali disputate rappresentano, nella sua lettura, i segnali di un progetto solido e tuttora in crescita.
All’appello manca però il successo europeo più prestigioso. «Questa ciliegina manca, ma non è facile da mettere», ha osservato il presidente, indicando nella Champions il tassello che potrebbe completare un ciclo già ricco di risultati.
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