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Sport 2 min di lettura12 ott

Infantino, l’ombra degli 1,76 milioni: la FIFA non risponde

Secondo The Times, il presidente della FIFA avrebbe ricevuto nel 2024 un compenso aggiuntivo dalla società che prepara i Mondiali negli Stati Uniti.

La FIFA non ha confermato i pagamenti aggiuntivi attribuiti a Gianni Infantino né ha spiegato perché quelle somme non compaiano nei documenti economici ufficiali dell’organizzazione. È quanto emerge dall’inchiesta pubblicata da The Times, che ha messo sotto esame i compensi del presidente del calcio mondiale.

Secondo fonti ascoltate dal quotidiano britannico, trasferimenti dello stesso tipo — forse anche più consistenti — potrebbero essere stati effettuati a favore di Infantino anche nel 2025 e nel 2026. La FIFA, interpellata sulla vicenda, non ha fornito chiarimenti su questo punto.

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La FIFA non chiarisce i versamenti

Il caso riguarda FWC2026 US Inc, la società creata negli Stati Uniti per gestire l’organizzazione della prossima Coppa del Mondo. Una dichiarazione fiscale depositata dall’azienda presso le autorità statunitensi indicherebbe infatti un pagamento ulteriore di 1,76 milioni di dollari destinato a Infantino nel 2024.

La cifra, stando alla ricostruzione di The Times, non sarebbe stata riportata nei bilanci pubblici della FIFA. Una parte dell’importo, pari a 626.229 dollari e classificata come compenso soggetto a dichiarazione, sarebbe stata utilizzata per sostenere il costo dell’affitto di una villa sul mare a Miami Beach.


Il compenso oltre lo stipendio ufficiale

L’abitazione si trova nelle Sunset Islands, area residenziale privata composta da quattro isole artificiali e sottoposta a controlli di sicurezza. Il pagamento dell’alloggio viene così indicato dall’inchiesta come uno degli elementi collegati alla presunta entrata supplementare del presidente FIFA.

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Per lo stesso anno, il rapporto annuale della federazione attribuisce a Infantino 4,274 milioni di franchi svizzeri tra stipendio e altri compensi previsti. A questa somma si sarebbe aggiunto il trasferimento effettuato dalla società statunitense, senza che il secondo importo fosse reso pubblico dalla FIFA.


Una doppia fonte di reddito

Dal 2016 la federazione ha scelto di pubblicare ogni anno le remunerazioni del presidente e del segretario generale. L’inchiesta sostiene però che il sistema avrebbe lasciato fuori una seconda voce, distinta da quella corrisposta direttamente dalla sede FIFA in Svizzera.

La prima remunerazione risulterebbe quindi nei rendiconti annuali dell’organizzazione, mentre la seconda sarebbe transitata attraverso la società incaricata dei Mondiali negli Stati Uniti. The Times presenta questa differenza come il cuore della contestazione rivolta a Infantino, senza che la FIFA abbia finora chiarito la ragione della mancata indicazione.

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